Ponte Romano, in arrivo le risorse per il restauro
di Gavino Masia
Porto Torres, il Comune pubblica il bando per la progettazione definitiva Gli interventi riguardano il rifacimento del basolato e dei parapetti
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PORTO TORRES. Dal 30 marzo sarà online il bando di gara per l’affidamento dell’incarico di revisione e aggiornamento del progetto esecutivo di restauro, compreso il piano di sicurezza e coordinamento, del Ponte Romano. L’accelerazione al lungo percorso iniziato nel 2003 è arrivata dopo i recenti finanziamenti del comitato scientifico del ministero per i Beni e le attività culturali - 3 milioni e 350mila euro - che permetteranno finalmente di portare a termine l’intervento di consolidamento di uno dei monumenti romani meglio conservati della Sardegna e d'Italia. Si tratta di risorse derivanti dalla legge del dicembre 2016, che prevedono una quota iniziale di 400mila euro per lo scavo archeologico e la sistemazione della carreggiata da parte di tecnici e assistenti della Soprintendenza archeologica. Il Ponte ha una lunghezza totale di 135 metri ed è costituito da sette arcate. Le dimensioni delle arcate risultano comunque differenti poiché crescenti in altezza da est verso ovest, per compensare la diversità di quota fra le due sponde. È stato costruito su pile di blocchi squadrati di calcare regolari e ben connessi e il piano di calpestio è costituito da manufatti di trachite molto dura estratti da una cava. «È uno dei monumenti più importanti del Paese – dichiara la funzionaria responsabile del procedimento, architetto Patrizia Tomassetti – e aveva necessità di restauro soprattutto nelle superfici decorate e nei materiali lapidei: per anni non abbiamo trovato le risorse giuste per l’intervento sul Ponte, poi alla fine sono arrivate attraverso il fondo nazionale per il patrimonio culturale». I primi interventi previsti e diretti dal Segretariato regionale del Mibact riguardano la rimozione dell’asfalto che ancora ricopre un tratto della pavimentazione originaria, lungo circa 200 metri. E previsto inoltre il ripristino dei vecchi basoli, l’eliminazione di piante infestanti e l’intervento sui parapetti. Senza dimenticare il rifacimento della passerella, in prossimità delle giunture in legno, per garantire sicurezza alla struttura durante l’attraversamento dei pedoni e in occasione della fruizione turistica per eventi. «Siamo nelle condizioni di fare un intervento di restauro completo – aggiunge l’architetto Tomassetti –, ossia di iniziare e finire lo scavo della carreggiata superiore del Ponte, che ha restituito tutto il basolato romano integro e originario, e permettere una fruizione decisamente migliore del monumento rispetto ad oggi».
Il Ponte Romano rappresentava una delle strade più antiche e importanti per il traffico commerciale e consentiva l’attraversamento del rio Mannu per il collegamento al porto della città di Turris Libisonis. Quando cominceranno i lavori è però necessario eliminare il tubo in eternit della condotta idrica che alimenta le case presenti ad ovest del fiume. «Uno dei problemi che cercheremo di risolvere con la società Abbanoa – conclude l’architetto -, con cui abbiamo già parlato qualche anno fa e con la quale ritorneremo a dialogare per trovare quanto prima una soluzione».
Il Ponte Romano rappresentava una delle strade più antiche e importanti per il traffico commerciale e consentiva l’attraversamento del rio Mannu per il collegamento al porto della città di Turris Libisonis. Quando cominceranno i lavori è però necessario eliminare il tubo in eternit della condotta idrica che alimenta le case presenti ad ovest del fiume. «Uno dei problemi che cercheremo di risolvere con la società Abbanoa – conclude l’architetto -, con cui abbiamo già parlato qualche anno fa e con la quale ritorneremo a dialogare per trovare quanto prima una soluzione».
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