La Nuova Sardegna

Sassari

«Sull’Aou il rettore è stato inopportuno»

di Roberto Sanna
«Sull’Aou il rettore è stato inopportuno»

Cinque direttori di dipartimento si dissociano dalle critiche rivolte a Solinas dopo la nomina del commissario unico Soro

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SASSARI. «Non essendone stata data l’opportuna informazione nelle sedi istituzionali, abbiamo appreso solo dalla Nuova Sardegna la posizione nettamente critica assunta dal rettore, professor Massimo Carpinelli, sulla nomina del commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria, effettuata dal Governatore della Regione». Comincia così la lettera indirizzata al direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa con la quale cinque direttori di dipartimento dell’Università di Sassari prendono le distanze dal rettore che aveva contestato, con una lettera inviata al governatore Cristian Solinas, la nomina di Giovanni Maria Soro. Si tratta di Pier Luigi Fiori (direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche), Ludovico Marinò (direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali), Aldo Maria Morace (direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali), Alberto Porcu (direttore del Dipartimento di Scienze mediche, Chirurgiche e Sperimentali) ed Eraldo Sanna Passino, (direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria).

«Sotto il profilo istituzionale, sentiamo in primo luogo di dover con rammarico evidenziare come le affermazioni del professor Carpinelli, espresse in pieno diritto in qualità di legale rappresentante della nostra Università e a nome, dunque, dell’intera comunità accademica, non siano state l’esito di una condivisione, ma evidentemente, almeno dal nostro punto di vista, siano da ritenersi effettuate a titolo puramente personale – proseguono –. Risulta nondimeno incomprensibile una così netta contrapposizione, in un momento così critico per la sanità pubblica regionale, in cui invece sarebbe stata fondamentale la massima coesione tra gli attori istituzionali ed il pieno sostegno alle scelte di chi ha il peso della responsabilità di governare e di trovare soluzioni efficaci per un settore, come quello sanitario, a cui oggi più che mai sono legate le speranze per il futuro di noi tutti. Destano, altresì, perplessità le ragioni addotte, considerato il profilo professionale indicato dalla Regione, che sarebbe francamente difficile non ritenere adeguato alla direzione di un’azienda – giova sottolineare – ad alta complessità assistenziale, costituitasi recentemente, e la cui funzione direzionale deve necessariamente fondarsi su solide esperienze manageriali acquisite in aziende territoriali ed ospedaliere di altrettanta complessità. Riteniamo invece di non dover commentare l’argomento della “quarantena obbligatoria”, anch’esso addotto dal professor Carpinelli a sostegno della sua contrarietà, perché lo riteniamo francamente privo di fondamento».

«Pur rispettando le opinioni che ognuno è libero di esprimere anche a titolo personale, nondimeno desideriamo manifestare preoccupazione e disagio per il clima che si è creato intorno alla sanità regionale, per giunta in un momento di estrema difficoltà determinato dall’emergenza in atto, il cui superamento richiederebbe, invece, l’unità di intenti e la condivisione delle scelte strategiche, principi ritenuti imprescindibili per una governance che possa realmente dirsi partecipativa – concludono –. In uno dei periodi più bui dell’epoca moderna, di fronte al senso di provvisorietà e di vulnerabilità a cui nessuno di noi era pronto, l’unico interesse da perseguire a tutti livelli, anche a rischio di sembrare retorici, dovrebbe essere il bene collettivo. E il senso di responsabilità, crediamo, dovrebbe portare ognuno a pensare e lavorare per lo stesso obiettivo comune. Da componenti della comunità accademica, prima ancora che da direttori di dipartimento e componenti del Senato accademico, constatiamo con dispiacere che così non è ed auspichiamo che gli attori istituzionali possano ritornare ad operare in sinergia, soprattutto in questo periodo ormai prossimo alla scadenza del mandato rettorale, senza ulteriori azioni, da cui non possiamo che dissociarci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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