«Attiviamo unità di assistenza a casa»
I consiglieri comunali del centrosinistra: così eviteremo degenze in ospedale
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SASSARI. «Si costituiscano e si attivino con massima urgenza nel territorio le Unità speciali per la continuità assistenziale, equipe medico-infermieristiche che si possano spostare agevolmente su mezzi mobili e seguire i pazienti che ne hanno necessità senza bisogno di ospedalizzazione». Lo chiedono i consiglieri comunali del centrosinistra cittadino Mariano Brianda, Marco Dettori, Carla Fundoni, Giuseppe Masala, Giuseppe Mascia, Fabio Pinna e Lello Panu in una lettera inviata alle principali istituzioni cittadine e regionali.
«A fronte dell’aumento preoccupante dei casi e dei contagi – scrivono – si parla soltanto di individuare nuovi posti per l’ospedalizzazione dei casi gravi (in genere presso strutture private quali il Mater Olbia e il Policlinico Sassarese, con costi che superano di circa il 30% quelli dei ricoveri in strutture pubbliche) e di forniture di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale. Ferma restando l’utilità di queste misure, potrebbe non essere più possibile l’ospedalizzazione di tutti quelli che ne avranno necessità e sarà necessario trattarli e seguirli a domicilio; questo si tradurrà in un sovraccarico dei medici di base, che già ora non si trovano nelle condizioni di poter fornire la più adeguata assistenza specialistica agli ammalati in condizioni più critiche».
«Diventa quindi urgente attivare nel nostro territorio le Usca, previste dall’articolo 8 del Dl 14 del 9 marzo 2020. I componenti delle Usca dovranno essere dotati dei necessari mezzi di protezione personale e della strumentazione idonea per la valutazione clinica della gravità dei casi e per praticare le necessarie terapie – dicono i consiglieri –. L’intervento domiciliare tempestivo esteso nel territorio consentirà poi l’individuazione precoce dei casi paucisintomatici o asintomatici. Si chiede pertanto di attivare in tempi rapidi le suddette Unità, che potrebbero avere un ruolo cruciale per evitare il contagio massivo in un territorio investito in modo preoccupante dall’infezione».
«A fronte dell’aumento preoccupante dei casi e dei contagi – scrivono – si parla soltanto di individuare nuovi posti per l’ospedalizzazione dei casi gravi (in genere presso strutture private quali il Mater Olbia e il Policlinico Sassarese, con costi che superano di circa il 30% quelli dei ricoveri in strutture pubbliche) e di forniture di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale. Ferma restando l’utilità di queste misure, potrebbe non essere più possibile l’ospedalizzazione di tutti quelli che ne avranno necessità e sarà necessario trattarli e seguirli a domicilio; questo si tradurrà in un sovraccarico dei medici di base, che già ora non si trovano nelle condizioni di poter fornire la più adeguata assistenza specialistica agli ammalati in condizioni più critiche».
«Diventa quindi urgente attivare nel nostro territorio le Usca, previste dall’articolo 8 del Dl 14 del 9 marzo 2020. I componenti delle Usca dovranno essere dotati dei necessari mezzi di protezione personale e della strumentazione idonea per la valutazione clinica della gravità dei casi e per praticare le necessarie terapie – dicono i consiglieri –. L’intervento domiciliare tempestivo esteso nel territorio consentirà poi l’individuazione precoce dei casi paucisintomatici o asintomatici. Si chiede pertanto di attivare in tempi rapidi le suddette Unità, che potrebbero avere un ruolo cruciale per evitare il contagio massivo in un territorio investito in modo preoccupante dall’infezione».
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