Polizia, festa silenziosa e ricordi
Cerimonia semplice, questore e prefetta hanno deposto una corona davanti al monumento ai caduti
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SASSARI. Una festa semplice ma sentita, sicuramente diversa dalle altre ma carica di ulteriori significati, per via dell’emergenza sanitaria in atto, ieri mattina in questura per la celebrazione del 168° anniversario dalla fondazione della polizia di Stato.
E per salvaguardare la salute pubblica, tenuto conto proprio dello scenario epidemiologico legato alla diffusione del Covid-19 e del quadro normativo relativo alla gestione dell’emergenza e delle indicazione impartite dal Dipartimento, l’anniversario è stato celebrato con la deposizione della corona in memoria dei caduti. Alle 9, nella hall della questura, alla presenza della prefetta di Sassari Maria Luisa D’Alessandro, il questore Diego Buso ha deposto l’omaggio floreale in memoria dei caduti della polizia di Stato al termine. Subito dopo sono risuonate le note del “silenzio”.
Niente discorsi e neppure altre iniziative che solitamente accompagnano la celebrazione della festa della polizia e che hanno il merito di avvicinare ulteriormente la polizia alla gente, un motto che è stato sottolineato anche dal capo della polizia Roberto Gabrielli nel messaggio fatto pervenire a tutte le questure. Un lavoro gravoso riconosciuto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Questa emergenza ha determinato un impegno straordinario» per quelle forze chiamate «a vigilare sull’osservanza delle misure di contenimento, ma anche a concorrere alle attività di sostegno, comunicazione e sensibilizzazione nei confronti dei cittadini», ha sottolineato il capo dello Stato, ricordando come «la vocazione alla prossimità e all’impegno sociale consente di cogliere tempestivamente i bisogni delle persone offrendo loro risposte costruttive e coerenti con i valori costituzionali».
E sull’attualità del momento si è concentrata la riflessione che il capo della polizia Gabrielli ha fatto pervenire anche alla questura sassarese.
«Oggi più che mai - sottolinea il capo della polizia – dobbiamo essere un punto di riferimento per le nostre comunità. Rigorosi nel far rispettare le leggi, dobbiamo però essere primariamente interpreti del disagio e dello smarrimento che stanno attraversando i nostri cittadini, per essere al loro fianco». E gli italiani, ha evidenziato ancora Gabrielli, hanno capito l'impegno dei poliziotti: «Ho visto sui social network più di un filmato in cui dai balconi e dalle finestre delle abitazioni si applaude e si saluta al passaggio di una volante, consapevoli che quando tutti stanno a casa noi siamo per le strade, a rischio della nostra stessa incolumità». Perché «questo è il nostro Dna, la nostra natura più profonda: l'attività di soccorso e assistenza alla nostra popolazione». Un’assistenza che in questo frangente «deve esser rivolta anche al nostro interno», conclude il capo della polizia, perché molti agenti o i loro familiari «sono stati colpiti dal virus» e affinché questa «situazione mai vissuta prima costituisca l'occasione per rinsaldare il nostro spirito di corpo, abitualmente distratto in un tempo che pretende tutto e subito».
Spirito di servizio, impegno quotidiano e sacrificio in mezzo alla gente che - ora più che mai - ha bisogno di trovare sicurezza e garanzie per il futuro. Dalla giornata della festa della polizia un momento di riflessione anche a Sassari in una fase così delicata che vede gli agenti del nord Sardegna impegnati in attività di servizio anche per sostenere le persone in difficoltà e che spesso si rivolgono al 113 anche per avere informazioni e consigli, aiuto per superare le difficoltà quotidiane aggravate dall’emergenza sanitaria. (g.b.)
E per salvaguardare la salute pubblica, tenuto conto proprio dello scenario epidemiologico legato alla diffusione del Covid-19 e del quadro normativo relativo alla gestione dell’emergenza e delle indicazione impartite dal Dipartimento, l’anniversario è stato celebrato con la deposizione della corona in memoria dei caduti. Alle 9, nella hall della questura, alla presenza della prefetta di Sassari Maria Luisa D’Alessandro, il questore Diego Buso ha deposto l’omaggio floreale in memoria dei caduti della polizia di Stato al termine. Subito dopo sono risuonate le note del “silenzio”.
Niente discorsi e neppure altre iniziative che solitamente accompagnano la celebrazione della festa della polizia e che hanno il merito di avvicinare ulteriormente la polizia alla gente, un motto che è stato sottolineato anche dal capo della polizia Roberto Gabrielli nel messaggio fatto pervenire a tutte le questure. Un lavoro gravoso riconosciuto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Questa emergenza ha determinato un impegno straordinario» per quelle forze chiamate «a vigilare sull’osservanza delle misure di contenimento, ma anche a concorrere alle attività di sostegno, comunicazione e sensibilizzazione nei confronti dei cittadini», ha sottolineato il capo dello Stato, ricordando come «la vocazione alla prossimità e all’impegno sociale consente di cogliere tempestivamente i bisogni delle persone offrendo loro risposte costruttive e coerenti con i valori costituzionali».
E sull’attualità del momento si è concentrata la riflessione che il capo della polizia Gabrielli ha fatto pervenire anche alla questura sassarese.
«Oggi più che mai - sottolinea il capo della polizia – dobbiamo essere un punto di riferimento per le nostre comunità. Rigorosi nel far rispettare le leggi, dobbiamo però essere primariamente interpreti del disagio e dello smarrimento che stanno attraversando i nostri cittadini, per essere al loro fianco». E gli italiani, ha evidenziato ancora Gabrielli, hanno capito l'impegno dei poliziotti: «Ho visto sui social network più di un filmato in cui dai balconi e dalle finestre delle abitazioni si applaude e si saluta al passaggio di una volante, consapevoli che quando tutti stanno a casa noi siamo per le strade, a rischio della nostra stessa incolumità». Perché «questo è il nostro Dna, la nostra natura più profonda: l'attività di soccorso e assistenza alla nostra popolazione». Un’assistenza che in questo frangente «deve esser rivolta anche al nostro interno», conclude il capo della polizia, perché molti agenti o i loro familiari «sono stati colpiti dal virus» e affinché questa «situazione mai vissuta prima costituisca l'occasione per rinsaldare il nostro spirito di corpo, abitualmente distratto in un tempo che pretende tutto e subito».
Spirito di servizio, impegno quotidiano e sacrificio in mezzo alla gente che - ora più che mai - ha bisogno di trovare sicurezza e garanzie per il futuro. Dalla giornata della festa della polizia un momento di riflessione anche a Sassari in una fase così delicata che vede gli agenti del nord Sardegna impegnati in attività di servizio anche per sostenere le persone in difficoltà e che spesso si rivolgono al 113 anche per avere informazioni e consigli, aiuto per superare le difficoltà quotidiane aggravate dall’emergenza sanitaria. (g.b.)
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