La Nuova Sardegna

Sassari

Task force del Comune contro la crisi economica

di Erika Pirina
Task force del Comune contro la crisi economica

Istituita un’unità operativa che prevede la collaborazione pubblico-privato Dovrà gestire l’uscita dal “lockdown” che ha travolto 30mila aziende

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ALGHERO. L’Unità operativa tecnica del Comune di Alghero, presentata ieri mattina in videoconferenza, è già in azione, pronta a gestire le fasi di uscita dalla crisi, ricostruire il tessuto economico e studiare azioni di contrasto alla crisi, ripensando la città post Covid-19. Gli obiettivi sono diversi, a breve e medio-lungo termine, ecco perché gli attori messi in campo, a costo zero per cittadini e casse comunali, sono tanti e variegati. Dell’organismo istituito dal Comune fanno parte, oltre l’amministrazione e Fondazione Alghero, parco di Porto Conte, Porto Conte Ricerche, Camera di Commercio di Sassari, università di Sassari, Sogeaal, Grimaldi Lines, Diocesi di Alghero-Bosa, Ospedale. Tempistiche di lavoro rapide e consegna del primo documento entro trenta giorni da ieri. «Abbiamo ricercato professionisti e attori che avessero competenze specifiche e capacità di sintesi – ha spiegato il sindaco Mario Conoci – L’Unità non sarà una realtà chiusa ma che si confronterà con i tavoli già in essere e con i privati», ha concluso il sindaco. A coordinare l’Unità sarà Mariano Mariani, «profondo conoscitore del territorio e stimato economista».

«Nessun proclama ma fatti e obiettivi nel breve e medio-lungo periodo – ha esordito il coordinatore Mariano Mariani –. Ciò che possiamo fare per sostenere il sistema economico e le sue imprese è una politica fiscale che lavori su una riduzione dei tributi e nello stesso tempo trasformi il rischio di perdita in una potenzialità del sistema. Sarà necessario utilizzare strumenti innovativi per compensare l’assenza di gettito che arriverà nelle casse comunali. Il lavoro dell’Unità – specifica – sarà l’occasione per ripensare il modello di sviluppo del territorio e del nord Sardegna, la possibilità di un rilancio complessivo».

E la liquidità è il problema principale in tutto il territorio, e sta trasformando l’emergenza economica in emergenza sociale, ecco il perché della diocesi e del suo osservatorio sulla città, hanno specificato durante la presentazione. Liquidità necessaria che arriva anche dalla Camera di Commercio la cui giunta si è riunita di venerdì santo per stanziare il 65 per cento dell’avanzo patrimonializzato. «Delle circa 45mila imprese attive nel nord Sardegna, oltre trentamila sono chiuse con un’importante fetta nel settore del turismo, commercio e artigianato di prossimità – ha sottolineato il direttore Pietro Esposito –. La presenza dell’università sarà funzionale al radicale cambiamento di vita che affronteremo nella fase due e nel riavvicinamento alla normalità».

«Sarà una normalità diversa nella quale sarà necessario ridisegnare i territori, progettare nuovi spazi e nuovi percorsi nelle città e una nuova urbanizzazione nelle residenze, nel lavoro e nel commercio», hanno spiegato il professor Mariotti e la docente Paola Pittaluga. Sarà necessaria maggiore elasticità e uno snellimento di tutte le azioni. «Fino ad ora si è lavorato con regole in uso in tempo di pace – ha esortato Gavino Sini, presidente Camera di Commercio e amministratore unico di Porto Conte Ricerche – è necessario però adottare sistemi più rapidi codici in uso in tempo di guerra che abbattano del tutto la burocrazia. Prima cosa i collegamenti per tener vivo il turismo e l’indotto, poi lo snellimento di tutte le azioni e l’integrazione con il digitale».

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