La Nuova Sardegna

Sassari

«Bisogna rimettere in moto la nautica»

di Gavino Masia
«Bisogna rimettere in moto la nautica»

Conoci (Confindustria) si appella alla Regione: serve una riapertura programmata nel rispetto dell’emergenza

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. La nautica da diporto ha una caratterizzazione prevalentemente stagionale della produzione, dei servizi e del turismo. E anche a Porto Torres l’andamento della stagione economica che coinvolge centinaia di operatori e costruttori , è concentrato per la grande maggioranza nei mesi a cavallo tra la primavera e l’estate. Il protrarsi di qualche settimana del blocco delle attività sulla produzione dell’anno in corso e soprattutto del prossimo – a causa dell’emergenza epidemiologica relativa al Covid-19 – fa della filiera nautica uno dei settori più colpiti economicamente da questo grave problema.

«Questo mondo oggi ha necessità di una riapertura programmata delle attività – dice il titolare di Nautica Service, nonché vice presidente di Confindustria centro Nord Sardegna, Giovanni Conoci – e per questo motivo rivolgiamo al governo sardo la proposta di un riavvio delle attività attraverso l’utile confronto coi sindacati e l’adesione volontaria dei lavoratori, a cui seguiranno le tutele sanitarie, le procedure di sanificazione e la sanificazione stessa degli ambienti di lavoro, con il rispetto assoluto di ogni norma al riguardo emanata dalla comunità europea, dal governo nazionale, regionale e dai Comuni nei quali risiedono le attività».

Per la nautica i mesi estivi corrispondono ad un anno di produzione. E per avere un'idea su quello che è il comparto del diporto a Porto Torres, oggi fermo, è sufficiente individuare nove settori che ruotano attorno ad esso. I costruttori di navi da diporto, i costruttori di imbarcazioni e natanti di unità a vela e battelli pneumatici, i settori commerciali per componenti e accessori nautici, charter e porti, cantieri di rimessaggio e manutenzione.

«Come imprenditori nautici di Porto Torres – aggiunge Conoci –, lanciamo per primi il grido d’aiuto alle istituzioni affinché il settore riparta con la speranza che possa diventare protagonista dell’economia territoriale. Un altro elemento necessario alla ripartenza, è la possibilità per gli armatori proprietari delle imbarcazioni o per i comandanti, di potersi recare dove la barca è ormeggiata o posizionata a terra per verificare lo stato degli scafi». Un sopralluogo per effettuare ogni attività rivolta alla custodia e alla salvaguardia del valore e per metterla in sicurezza e programmare la manutenzione necessaria, per rendere la barca pronta per l’uso quando sarà consentito.

«Noi che operiamo a Porto Torres, dove il settore dà lavoro a centinaia di persone ed è collegato strettamente al sistema nautico sardo, aspettiamo con molta tensione psicologica ma soprattutto finanziaria l’avvio della fase 2. Un momento importantissimo per ridare fiducia e prospettiva e per rimettere in moto “la barca”, che altrimenti rischia seriamente di affondare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il caso

Sassari, carabiniere trova un portafoglio ma lo restituisce senza soldi: indagato per furto aggravato – La vicenda

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative