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Ganau e Sanna: «Un’istituzione da difendere»

Ganau e Sanna: «Un’istituzione da difendere»

Gli ex sindaci: «In un momento di libertà compresse, Palazzo Ducale deve diventare un bastione»

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SASSARI. «Io non avrei mai sospeso i lavori del consiglio comunale così a lungo. Anzi. Averi fatto il possibile per garantire una presenza forte, per dare un segnale». Parola di Gianfranco Ganau, ex sindaco, ex presidente del consiglio regionale, e attuale consigliere regionale del Pd. «In Regione – spiega – pur con un inevitabile rallentamento, stiamo lavorando. E il gruppo del Pd si riunisce quotidianamente, anche se per via telematica. Non voglio entrare nel merito delle singole pratiche che il consiglio comunale potrebbe affrontare, anche se credo siano tante e importanti, ma penso che in questo momento storico sia importante più che mai presidiare il Palazzo. Dare forte l’idea che la normalità istituzionale va avanti, non si fa travolgere da nessuna emergenza».

«È pericoloso – continua l’ex sindaco di Sassari – far passare l’idea che il dibattito tra maggioranza e opposizione sia una perdita di tempo. Che sia più “operativa” una gestione apicale. Soprattutto in un momento di enorme compressione dei nostri diritti fondamentali, che siamo costretti ad accettare. Si rischia di svilire un’istituzione, e che i cittadini pensino di poterne fare a meno».

Stesso sentire del suo successore, l’ex sindaco Nicola Sanna. Che l’attuale presidente del consiglio comunale Murru accusa di aver bloccato il consiglio per mesi, e solo a causa delle beghe interne della sua maggioranza. «È successo una sola volta – spiega Sanna –. Non è stato sicuramente un bel momento per la città. Ma comunque non c’era certo una pandemia in corso. Non c’erano nel mondo esempi di derive autoritarie che ci dovrebbero far riflettere. Soprattutto ora che il 25 aprile si avvicina. Bloccare i lavori del consiglio così a lungo è stato un errore. Non farli ripartire a pieno regime al più presto sarebbe un errore ancora maggiore. Temo però che al nostro attuale sindaco manchi il cambio di passo, l’energia necessaria per ripartire. La resilienza indispensabile per cogliere il meglio dalla situazione, che porterà a mobilità green, magari sulle tanto odiate ciclabili. Lavoro smart, usando magari la tanto criticata fibra. Progetti innovativi, per mettere in campo i quali sarà indispensabile sedersi attorno a un tavolo e ripartire da capo. E, intorno a quel tavolo, non si può sedere una persona sola». (g,bua)

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