il racconto
«Tornata dall’Illinois, lì non hanno capito il pericolo virus»
PORTO TORRESQuando prese l’aereo per volare a Jacksonville nello stato dell’Illinois, Usa, per frequentare l’equivalente della quarta liceo classico in una high school nell’ambito di un programma di...
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PORTO TORRES
Quando prese l’aereo per volare a Jacksonville nello stato dell’Illinois, Usa, per frequentare l’equivalente della quarta liceo classico in una high school nell’ambito di un programma di scambio studenti promosso dal Rotary era il 7 agosto 2019. Una vita fa: il governo Conte sostenuto da Lega e M5S era ancora in carica e, soprattutto, il covid-19 era un perfetto sconosciuto. . Neppure un anno dopo il coronavirus ha sconvolto il mondo e costretto al rientro anticipato a Porto Torres Giorgia Calvia, la protagonista dell’exchange student rotariano. «Sarei dovuta rientrare il 2 giugno, avrei dovuto frequentare l’high school fino al 13 maggio, invece è stata chiusa il 13 marzo» esordisce Giorgia. La studentessa spiega che a oggi nella contea di Morgan, 30mila anime in tutto di cui due terzi residenti a Jacksonville, si siano registrati tredici casi ed un morto di coronavirus, un signore di 85 anni. Ancora al momento della sua partenza per l’Italia la percezione della pericolosità del covid-19 era molto bassa: «Si parlava della situazione in Italia, ma quando dicevo che la differenza fosse che lì non era ancora arrivato, prendevano tutto sottogamba – spiega Giorgia: – non peggiora, non può arrivare, dicevano le mie compagne di scuola e persino un’infermiera moglie di un rotariano. La famiglia che mi ospitava diceva: abbiamo solo mille casi in Usa. Avevano chiuso alcuni negozi, non i fast food e al market non c’era obbligo di guanti e mascherine – continua Giorgia – addirittura c’era gente che l’11 aprile stava organizzando una festa hawaiana in piscina. C’è ancora chi è convinto la scuola riapra il primo maggio».
Emanuele Fancellu
Quando prese l’aereo per volare a Jacksonville nello stato dell’Illinois, Usa, per frequentare l’equivalente della quarta liceo classico in una high school nell’ambito di un programma di scambio studenti promosso dal Rotary era il 7 agosto 2019. Una vita fa: il governo Conte sostenuto da Lega e M5S era ancora in carica e, soprattutto, il covid-19 era un perfetto sconosciuto. . Neppure un anno dopo il coronavirus ha sconvolto il mondo e costretto al rientro anticipato a Porto Torres Giorgia Calvia, la protagonista dell’exchange student rotariano. «Sarei dovuta rientrare il 2 giugno, avrei dovuto frequentare l’high school fino al 13 maggio, invece è stata chiusa il 13 marzo» esordisce Giorgia. La studentessa spiega che a oggi nella contea di Morgan, 30mila anime in tutto di cui due terzi residenti a Jacksonville, si siano registrati tredici casi ed un morto di coronavirus, un signore di 85 anni. Ancora al momento della sua partenza per l’Italia la percezione della pericolosità del covid-19 era molto bassa: «Si parlava della situazione in Italia, ma quando dicevo che la differenza fosse che lì non era ancora arrivato, prendevano tutto sottogamba – spiega Giorgia: – non peggiora, non può arrivare, dicevano le mie compagne di scuola e persino un’infermiera moglie di un rotariano. La famiglia che mi ospitava diceva: abbiamo solo mille casi in Usa. Avevano chiuso alcuni negozi, non i fast food e al market non c’era obbligo di guanti e mascherine – continua Giorgia – addirittura c’era gente che l’11 aprile stava organizzando una festa hawaiana in piscina. C’è ancora chi è convinto la scuola riapra il primo maggio».
Emanuele Fancellu
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