«Gli avvocati vogliono tornare a lavorare»
«L’Avvocatura l’11 maggio vuole riprendere a lavorare». Non usa mezze parole il presidente dell’ordine forense Giuseppe Conti che poi analizza le difficoltà: «Pensare di esaminare o contro esaminare...
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«L’Avvocatura l’11 maggio vuole riprendere a lavorare». Non usa mezze parole il presidente dell’ordine forense Giuseppe Conti che poi analizza le difficoltà: «Pensare di esaminare o contro esaminare un testimone, un perito, un consulente o consentire che il confronto delle opinioni tra requisitoria e arringa come nella sacralità della camera di consiglio avvenga da remoto, non solo violerebbe le regole del giusto processo e i principi generali del nostro ordinamento ma ridurrebbe la figura del difensore a un inutile ornamento di un’udienza virtuale e il giudice a un freddo e distaccato burocrate». D’altra parte Conti invoca il «senso di responsabilità» che significa «realizzare ogni sforzo utile a individuare delle migliori soluzioni che sappiano coniugare le diverse esigenze. Se è vero che è inaccettabile svolgere da remoto alcune attività, è pur vero che nulla osterebbe a una estensione del principio dispositivo delle parti processuali, quando pubblico ministero e difensore convenissero sulla possibilità, caso per caso, di svolgere una determinata attività da remoto. Due esempi: «L’udienza di programma e ammissione delle prove o il conferimento dell’incarico al perito». (na.co.)
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