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Sassari

«Non andrò più a votare» e straccia la tessera

di Barbara Mastino
«Non andrò più a votare» e straccia la tessera

Protesta in diretta Facebook di un barbiere di Ozieri dopo l’annuncio di Conte  Salvatore Camboni: aprirò il 2 giugno, ma ho perso la fiducia in questo Stato

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OZIERI. Tutto era pronto per la riapertura, che stando alle previsioni sarebbe dovuta avvenire il 12 maggio, ma dopo il pugno allo stomaco di domenica sera con l’annuncio del riavvio delle attività estetiche a giugno, il titolare di una barberia ozierese ha deciso di strappare la tessera elettorale. Salvatore Camboni, barbiere a Ozieri da un decennio, domenica sera è andato in diretta su Facebook e ha fatto in mille pezzi il suo documento elettorale.

«Non mi sento rappresentato, ho perso fiducia nello Stato e in una classe politica che non tutela artigiani e partite Iva – ha detto il barbiere quarantenne –. Non andrò mai più a votare, e visto che questa Repubblica non mi appartiene più io aprirò la barberia il 2 giugno, anche se in quella data si festeggia proprio questa Repubblica che ha fallito il suo compito». Una dura provocazione quella di Salvatore, che annuncia la sua decisione a tutte le cariche locali e dello Stato e informa i clienti della sua decisione. Clienti che nel frattempo da quasi un mese avevano iniziato a prenotarsi tramite una innovativa app che connette la Barberia da Salvatore, tra le poche nell’isola, a un sistema di prenotazioni, che sono uno dei pilastri delle restrizioni della fase due. Già duecento clienti, ragazzi e adulti anche di una certa età, avevano scaricato sul loro smartphone BarberApp (sistema creato da una società piemontese che unisce 400 saloni tra Italia, Francia, Svizzera e Malta e oltre 72mila clienti), e tutto era già prenotato per martedì 5 maggio e i giorni seguenti: appuntamenti prima spostati al martedì successivo e poi domenica sera, con un messaggio inviato a tutti tramite app, rinviati ancora al 2 giugno. Nel frattempo i locali della barberia erano già stati sottoposti a una serie di sanificazioni (un’altra è in programma a giorni, curata da una lavanderia ozierese) e Salvatore aveva acquistato i dispositivi di protezione e i liquidi per sanificare «in aggiunta agli sterilizzatori e gli altri presidi igienici che io e tutti i miei colleghi utilizziamo da sempre» dice. «Ero pronto, eravamo pronti tutti, barbieri, parrucchieri e centri estetici, ma il governo ha deciso di tagliarci le gambe. Tutto questo perché la nostra categoria non è tutelata da politici e sindacati: siamo soli contro tutti, a fare i conti con uno Stato che non ci dà niente e che pretende e basta».

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