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«Il presidente Mangatia non tutela la minoranza»
di Salvatore Santoni
SORSO. Disappunto e indignazione. Sono queste le parole che meglio descrivono lo stato d’animo delle minoranze all’indomani dell’attacco via social partito dal presidente del consiglio comunale di...
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SORSO. Disappunto e indignazione. Sono queste le parole che meglio descrivono lo stato d’animo delle minoranze all’indomani dell’attacco via social partito dal presidente del consiglio comunale di Sorso, Andrea Mangatia. «Accuse oltraggiose e non consone al ruolo», tuonano in una nota cinque consiglieri di opposizione. La querelle è scoppiata dopo la mozione – cestinata dalla maggioranza – che prevedeva di ridurre l’Imu e la Tari alle attività produttive in difficoltà per l’emergenza causata dal coronavirus. La proposta della minoranza prevedeva un ritorno in commissione Bilancio per andare a caccia di fondi freschi da convertire in sgravi per gli esercenti. A quel punto il presidente dell’aula ha bacchettato i proponenti con una fatwa via facebook sintetizzabile più o meno così: «Finitela col populismo». La replica non si è fatta attendere. «Si prende atto ancora una volta – scrivono Maria Giovanna Delrio, Gianni Tilocca, Simone Razzu, Mauro Vacca e Antonio Spano – che il ruolo proprio del presidente del consiglio comunale non ha ancora trovato la sua massima espressione. Oltre che super partes, infatti, deve essere garante di tutti i consiglieri, in particolare modo di quelli della minoranza». I consiglieri, inoltre, colgono l’occasione per lamentare alcuni precedenti “blocchi” perpetrati ai loro danni negli ultimi mesi. Tipo nella penultima seduta dell’assemblea civica, quando la minoranza ha scelto di partecipare collegata a distanza: «Il presidente ha permesso che venissimo accusati di irresponsabilità da parte dei presenti, che invece non avevano “paura di infettarsi”. Ha permesso che ci insultassero, pur conoscendo il motivo della nostra assenza e non avendo fatto niente per evitarla».
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