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Sassari

Tavera (Uiltec): «Phase out, servono certezze»

Il sindacalista all’attacco: niente confusione o tattiche, sulla decarbonizzazione ci giochiamo il futuro 

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SASSARI. «L’effetto Covid ha investito Paese, sistema globale e un mondo del lavoro che dovrà confrontarsi con i danni post virus. La Fase2 dovrà prevedere chiare, rigide e puntuali linee guida volte ad una graduale ripartenza con attenzione alla salute di lavoratrici e lavoratori e alla sicurezza nei luoghi di lavoro». Questo lo scenario per Giovanni Tavera, componente della segreteria regionale UilTec . «Sindacati confederali e Governo – spiega – con gli ultimi protocolli siglati - in primis quello del 24 marzo - hanno dato un forte segnale. Intanto si ragiona sulla ripresa, con il sindacato a ripartire dalle fondamentali problematiche che con fatica erano già sul tavolo sino a fine gennaio, vitali per il tessuto industriale del nord Sardegna».

«La decarbonizzazione è nodo strategico in una prospettiva futura che avrà l’energia come priorità di Paese e territorio. La Uiltec sostiene che il phase out dal carbone (2025) non può essere spada di Damocle sullo sviluppo produttivo. Serve investire sul cambiamento energetico, passando dal carbone al gas ad un futuro innovativo con l’idrogeno – continua Tavera –. Questo deve accompagnarsi allo sviluppo di posizioni imprescindibili, che la Uiltec sostiene con determinazione: difesa strategica e occupazionale delle centrali, utilizzo del Gnl come unico combustile sostenibile per la transizione energetica e sostegno alla realizzazione della dorsale come sola infrastruttura di approvvigionamento del territorio».

È inoltre necessario sciogliere il nodo perequazione, la ripartizione degli oneri connessi alle opere di infrastrutturazione. «Serve un’idea governativa chiara – spiega il sindacalista –non certo veti e ritardi che non fanno bene al territorio. Non accettiamo prese di posizione confuse e attendiste come quelle del sottosegretario Todde nel corso dell’incontro al Mise del 31 gennaio. Non accetteremo alternative, leggi progetti più onerosi e tempi di realizzazione incompatibili con il phase out».

«La Uiltec – chiude il componente della segreteria regionale – i lavoratori diretti e indiretti delle centrali e delle realtà produttive sarde, i cittadini e le imprese in attesa del parere meramente tecnico di Arera sulla validità del progetto dorsale previa valutazione costi/benefici, chiedono al Governo una posizione politica chiara per un futuro produttivo certo che metta l’Isola al livello competitivo delle altre regioni»

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