«Contro i magistrati di sorveglianza attacchi populisti e immotivati»

SASSARI. «Solidarietà incondizionata alla magistratura di sorveglianza che resiste ai pesanti condizionamenti mediatici e politici e in un periodo così drammatico riesce a contemperare la necessità...

SASSARI. «Solidarietà incondizionata alla magistratura di sorveglianza che resiste ai pesanti condizionamenti mediatici e politici e in un periodo così drammatico riesce a contemperare la necessità di garantire il rispetto della legalità con il diritto alla salute e alle cure, assicurate anche ai condannati per gravi reati e sottoposti a disumani regimi detentivi».

È un documento forte, di dura condanna, quello deliberato dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Sassari e inviato, oltre che a Csm e Anm, anche ai presidenti della Repubblica e del Consiglio dei ministri, al ministro della Giustizia e ai presidenti di Camera e Senato.

La vicenda riguarda la discussa scarcerazione del boss Pasquale Zagaria detenuto in regime di 41bis a Bancali. E scarcerato dal magistrato di sorveglianza di Sassari a causa dell’indisponibilità da parte delle strutture sanitarie di poter garantire al detenuto la prosecuzione dell’iter diagnostico e terapeutico di cui ha bisogno a causa di una grave patologia. Il giudice aveva inoltrato più richieste al Dap per capire se fosse possibile individuare un’altra struttura penitenziaria dove effettuare il “follow -up” diagnostico e terapeutico, ma non sarebbe arrivata nessuna risposta. Ora Zagaria trascorrerà 5 mesi ai domiciliari a casa della moglie. Circostanza che ha sollevato un polverone.

«Esprimiamo sdegno – scrivono gli avvocati di Sassari – per gli attacchi populisti cui detta parte della magistratura è stata sottoposta, da un lato senza alcuna adeguata ragione e dall’altro senza neppure attendere l’irrevocabilità dei provvedimenti emessi, sottoposti agli ordinari mezzi di impugnazione».

Il consiglio dell’ordine forense presieduto da Giuseppe Conti ha anche manifestato «forte preoccupazione» per via della «recente decretazione d’urgenza (art. 2 DL 30.4.2020 n. 28) che potrebbe rappresentare una sostanziale menomazione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, attraverso l’introduzione surrettizia nella giurisdizione di soggetti estranei al procedimento». Dura la condanna ai «ripetuti attacchi originati dal fronte giustizialista di una parte dell’opinione pubblica male informata e strumentalizzata da forze politiche e programmi televisivi di rilevante audience, mossi ai magistrati di sorveglianza “colpevoli” di aver applicato rigorosamente la legge, disponendo il differimento dell’esecuzione della pena nei confronti di condannati che versano in gravissime condizioni di salute incompatibili con il regime di detenzione e, per di più, soggetti a rischio contagio da Covid 19 e a tutte le complicanze conseguenti». Gli avvocati hanno sottolineato anche «l’imbarazzante silenzio di quasi tutte le forze politiche e la timida presa di posizione da parte della Magistratura associata. Resta all’avvocatura di opporsi con vigore alla strisciante delegittimazione dell’Ordine giudiziario». (na.co.)

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