Secondo test negativo, rientra l’allarme
di Paoletta Farina
La paziente di 87 anni al primo tampone in ospedale era risultata positiva al Covid. Il caso all’attenzione della Procura
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SASSARI. Il terzo tampone Covid sulla donna di 87 anni colpita da ictus ha dato ancora, dopo il secondo, un esito negativo. E all’ospedale può rientrare l’emergenza che aveva messo in subbuglio tre reparti, giovedì scorso, al momento del ricovero della paziente colta da malore in un supermercato e risultata positiva al primo test. Dalla Aou che ieri ha dato notizia del secondo esito, confermano che tutte le procedure di sicurezza sono state rispettate nella gestione della paziente, gestione messa in discussione perché il tampone lera stato fatto solo all’arrivo nella Stroke unit, dopo l’ingresso al pronto soccorso e il passaggio in Radiologia per una Tac. La donna, però, resta ricoverata in Malattie infettive, in condizioni serie. Al momento non è stato disposto un ulteriore tampone. Quello dei falsi negativi e falsi positivi è un problema davanti al quale si stanno ritrovando spesso i medici. Le statistiche riferiscono che i primi sono molto più numerosi.
Il caso è intanto finito all’attenzione della Procura. Il magistrato Paolo Piras sta indagando a largo raggio ormai da due mesi sui contagi da Covid avvenuti negli ospedali e nelle case di riposo con le ipotesi di reato di omicidio ed epidemia colposi.
Intanto i sindacati dei medici e della Funzione Pubblica della Cgil hanno trovato nuovi e validi motivi per sollecitare una riorganizzazione dell'ospedale che tenga prioritariamente conto dell'emergenza coronavirus. Nei giorni scorsi avevano affidato a un dettagliato e anche critico documento sulla gestione della pandemia da parte della sanità cittadina le loro considerazioni e proposte, ma dalla dirigenza dell’Aou, a cui avevano chiesto un incontro, non sono arrivate risposte per un confronto costruttivo. «La possibilità che un paziente portatore asintomatico del Sars Cov 2 acceda per altre patologie, anche urgenti, è una condizione in cui dovremo convivere per molto tempo ancora – afferma Rita Nonnis, della Cimo Fesmed –. I percorsi chiari sono indispensabili per intercettarli senza conseguenze. Purtroppo l'edilizia sanitaria esistente non consente una suddivisione tra contagiati, pazienti grigi e Covid free in un'unica struttura. È indispensabile una riorganizzazione delle strutture e l'attivazione di percorsi sicuri per i pazienti e per gli operatori sanitari. I sindacati, anche nel recente comunicato stampa dell'intersindacale della dirigenza medica lo hanno ribadito a gran forza e vigilano affinché non ci siano situazioni di pericolo per nessuno». «Quanto è avvenuto avant’ieri – dice Paolo Dettori, segretario generale della Fp Cgil – mette in luce la fragilità del nostro sistema sanitario e possibili lacune nelle procedure del pronto soccorso e, ultimamente, anche del 118. Inoltre è da approfondire perché dopo un primo test positivo, i due successivi siano risultati negativi. Infine, siamo ancora in attesa, dopo tre richieste di convocazione, che ai sindacati venga presentato il Documento di valutazione dei rischi».
Il caso è intanto finito all’attenzione della Procura. Il magistrato Paolo Piras sta indagando a largo raggio ormai da due mesi sui contagi da Covid avvenuti negli ospedali e nelle case di riposo con le ipotesi di reato di omicidio ed epidemia colposi.
Intanto i sindacati dei medici e della Funzione Pubblica della Cgil hanno trovato nuovi e validi motivi per sollecitare una riorganizzazione dell'ospedale che tenga prioritariamente conto dell'emergenza coronavirus. Nei giorni scorsi avevano affidato a un dettagliato e anche critico documento sulla gestione della pandemia da parte della sanità cittadina le loro considerazioni e proposte, ma dalla dirigenza dell’Aou, a cui avevano chiesto un incontro, non sono arrivate risposte per un confronto costruttivo. «La possibilità che un paziente portatore asintomatico del Sars Cov 2 acceda per altre patologie, anche urgenti, è una condizione in cui dovremo convivere per molto tempo ancora – afferma Rita Nonnis, della Cimo Fesmed –. I percorsi chiari sono indispensabili per intercettarli senza conseguenze. Purtroppo l'edilizia sanitaria esistente non consente una suddivisione tra contagiati, pazienti grigi e Covid free in un'unica struttura. È indispensabile una riorganizzazione delle strutture e l'attivazione di percorsi sicuri per i pazienti e per gli operatori sanitari. I sindacati, anche nel recente comunicato stampa dell'intersindacale della dirigenza medica lo hanno ribadito a gran forza e vigilano affinché non ci siano situazioni di pericolo per nessuno». «Quanto è avvenuto avant’ieri – dice Paolo Dettori, segretario generale della Fp Cgil – mette in luce la fragilità del nostro sistema sanitario e possibili lacune nelle procedure del pronto soccorso e, ultimamente, anche del 118. Inoltre è da approfondire perché dopo un primo test positivo, i due successivi siano risultati negativi. Infine, siamo ancora in attesa, dopo tre richieste di convocazione, che ai sindacati venga presentato il Documento di valutazione dei rischi».
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