Coronavirus, per la Fase2 a Sassari arrivano gli “assistenti di flusso”
Saranno scelti tra gli oltre 5500 percettori del Reddito di cittadinanza, faranno rispettare le distanze
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SASSARI. Distanze da rispettare, modi nuovi da imparare, regole e cortesie, indispensabili prudenze. Non si annuncia facile l’inizio della Fase 2, con il “liberi tutti” che per ora regge sulle ali della paura residua del contagio, che rischia però di finire presto, lasciando irrisolto il principale quesito: chi sarà a far rispettare le distanze al bar, in piazza, in strada, in spiaggia e nei parchi?
A dare una risposta ha provato ieri il consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità una mozione presentata dalla maggioranza, prima firmataria Giovanna Posadinu, che ha inglobato un’interpellanza di simile contenuto di Laura Useri del M5s e parte di un ordine del giorno dell’ex Lega Daniele Deiana. L’idea è quella di addestrare degli “assistenti di flusso” persone che, supportando la polizia locale a cui chiaramente rimangono in capo controlli e sanzioni, informi, educhi e soprattutto calibri gli accessi e la permanenza nei luoghi che mano a mano verranno “liberati”: «Parchi, uffici, fermate di mezzi pubblici, mercati cimitero e ovunque le circostanze lo richiedano». «Una formula volutamente ampia - spiega Giovanna Posadinu – per adattarsi a un futuro ancora da scoprire. Penso ad esempio a realtà come gli uffici pubblici, che dovranno regolamentare gli accessi. Una sorveglianza costa migliaia di euro al mese».
Il punto forte della mozione (e di tutte le altre iniziative presentate) è infatti il bacino da cui verrebbero pescati gli “assistenti”, e cioè la platea di percettori di reddito di cittadinanza tenuti dal decreto del ministero del lavoro a prestare la loro opera per il Comune dove risiedono da 8 a 16 ore settimanali all’interno di progetti utili alla collettività, i cosiddetti Puc. Il bacino a Sassari non è piccolo, visto che a beneficiare della misura manifesto del M5s sono oltre 5500 persone. Gli “abili al lavoro” però non dovrebbero essere più di un migliaio, largamente sufficienti comunque.
«L’idea è ottima – ha sottolineato l’assessore ai Servizi Sociali Antonello Sassu – e non siamo all’anno zero. Stiamo riflettendo molto infatti sui Puc, e su come coinvolgere al meglio i percettori di reddito di cittadinanza in progetti utili alla collettività. Penso alla cura del verde pubblico ad esempio. Mi impegno comunque ad avviare immediatamente la ricerca delle persone che meglio rispondano alla figura votata dal consiglio».
Progetto che ha avuto appoggio unanime, con una nota polemica. Fabio Pinna del Pd ha infatti presentato un emendamento a nome del centrosinistra, che chiedeva di aggiungere un passaggio in cui si definiva bene comune da tutelare attraverso i Puc “la rete di strade, piazze e slarghi da utilizzare per facilitare l’esercizio del commercio di vicinato e delle attività culturali e ricreative”. Un chiaro rimando al progetto pilota di Confcommercio dedicato ai “distretti Covid free” che, ha denunciato Pinna: «La maggioranza non ha voluto cogliere». L’emendamento è stato ritirato e la mozione approvata all’unanimità. (g.bua)
A dare una risposta ha provato ieri il consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità una mozione presentata dalla maggioranza, prima firmataria Giovanna Posadinu, che ha inglobato un’interpellanza di simile contenuto di Laura Useri del M5s e parte di un ordine del giorno dell’ex Lega Daniele Deiana. L’idea è quella di addestrare degli “assistenti di flusso” persone che, supportando la polizia locale a cui chiaramente rimangono in capo controlli e sanzioni, informi, educhi e soprattutto calibri gli accessi e la permanenza nei luoghi che mano a mano verranno “liberati”: «Parchi, uffici, fermate di mezzi pubblici, mercati cimitero e ovunque le circostanze lo richiedano». «Una formula volutamente ampia - spiega Giovanna Posadinu – per adattarsi a un futuro ancora da scoprire. Penso ad esempio a realtà come gli uffici pubblici, che dovranno regolamentare gli accessi. Una sorveglianza costa migliaia di euro al mese».
Il punto forte della mozione (e di tutte le altre iniziative presentate) è infatti il bacino da cui verrebbero pescati gli “assistenti”, e cioè la platea di percettori di reddito di cittadinanza tenuti dal decreto del ministero del lavoro a prestare la loro opera per il Comune dove risiedono da 8 a 16 ore settimanali all’interno di progetti utili alla collettività, i cosiddetti Puc. Il bacino a Sassari non è piccolo, visto che a beneficiare della misura manifesto del M5s sono oltre 5500 persone. Gli “abili al lavoro” però non dovrebbero essere più di un migliaio, largamente sufficienti comunque.
«L’idea è ottima – ha sottolineato l’assessore ai Servizi Sociali Antonello Sassu – e non siamo all’anno zero. Stiamo riflettendo molto infatti sui Puc, e su come coinvolgere al meglio i percettori di reddito di cittadinanza in progetti utili alla collettività. Penso alla cura del verde pubblico ad esempio. Mi impegno comunque ad avviare immediatamente la ricerca delle persone che meglio rispondano alla figura votata dal consiglio».
Progetto che ha avuto appoggio unanime, con una nota polemica. Fabio Pinna del Pd ha infatti presentato un emendamento a nome del centrosinistra, che chiedeva di aggiungere un passaggio in cui si definiva bene comune da tutelare attraverso i Puc “la rete di strade, piazze e slarghi da utilizzare per facilitare l’esercizio del commercio di vicinato e delle attività culturali e ricreative”. Un chiaro rimando al progetto pilota di Confcommercio dedicato ai “distretti Covid free” che, ha denunciato Pinna: «La maggioranza non ha voluto cogliere». L’emendamento è stato ritirato e la mozione approvata all’unanimità. (g.bua)
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