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L’HoReCa diventa associazione eletti il direttivo e il presidente
OZIERI. Si costituisce in associazione, con la finalità di riorganizzare riaperture sicure nel post Covid ma anche di operare nel futuro per tutelare tutti gli interessi della categoria, il gruppo...
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OZIERI. Si costituisce in associazione, con la finalità di riorganizzare riaperture sicure nel post Covid ma anche di operare nel futuro per tutelare tutti gli interessi della categoria, il gruppo HoReCa Ozieri che riunisce titolari e gestori di bar e ristoranti.
Una categoria tra le più colpite dall’emergenza sanitaria, che già nei giorni scorsi aveva costituito un gruppo spontaneo avviando un dialogo con il Comune in merito alle esenzioni di tributi locali (Imu, Tari, Tosap) ma anche per programmare per il futuro iniziative per promuovere la città e il territorio e dare nuovo slancio al settore dell’accoglienza. L’associazione, che riunisce trentacinque esercenti, nei prossimi giorni varerà lo statuto definitivo e iscriverà il sodalizio al registro imprese. Nel frattempo ha eletto un consiglio direttivo, e nominato sette referenti per altrettante zone della città. Salvatore Polo e Lorenzo Marras sono rispettivamente presidente e vice, Giovanni Melis è il segretario e Vanna Sanna la tesoriera; i referenti zonali sono Pietro Polo per piazza Garibaldi, Gian Matteo Taras per via Vittorio Veneto, Salvatore Falchi per piazza Carlo Alberto, Antonello Farina per via Roma e il Cantaro, Agnese Polo per Punta Idda e ospedale, Francesco Niedda per San Nicola e Giovannantonio Comida per Chilivani (info horecaozieri@gmail.com, 328 8676917, 348 0377673, 349 5485292, 340 64736339). Apolitica e apartitica, che unisce gli operatori del settore per tutelarli e per avere un diretto collegamento con l’amministrazione comunale «al posto delle associazioni di categoria che ci hanno quasi abbandonato», HoReCa Ozieri, nella prima riunione svoltasi nei giorni scorsi, ha messo sul piatto le criticità riguardanti le aperture, possibili per legge a partire da domani. I rigidi limiti imposti dal disciplinare Inail tagliano però le gambe ai locali più piccoli e a quelli con minori spazi esterni. Altra spada di Damocle sono le spese, perché oltre alla sanificazione dei locali e quella di tutte le attrezzature a ogni cambio cliente ogni esercente dovrà ripensare all’organizzazione del lavoro compresi gli obblighi di sanificare i bagni a ogni utilizzo da parte dei clienti e di misurare la temperatura ai dipendenti e anche, dietro richiesta, ai clienti stessi. Per lunedì qualcuno sta pensando all’asporto, applicato al momento solo dalle gelaterie, ma l’incertezza è tanta perché è ormai chiaro che aprire significherà assumersi moltissimi rischi. Rischi che potrebbero aggravare ulteriormente la condizione di un comparto che in queste settimane ha dovuto accollarsi i costi fissi (bollette, affitti) senza avere guadagni, lasciare a casa i dipendenti senza poter loro garantire certezze per il futuro, allontanarsi dalla clientela, che potrebbe avere timore di frequentare i locali pubblici nei mesi di convivenza con il virus che attendono Ozieri e il resto del mondo.
Barbara Mastino
Una categoria tra le più colpite dall’emergenza sanitaria, che già nei giorni scorsi aveva costituito un gruppo spontaneo avviando un dialogo con il Comune in merito alle esenzioni di tributi locali (Imu, Tari, Tosap) ma anche per programmare per il futuro iniziative per promuovere la città e il territorio e dare nuovo slancio al settore dell’accoglienza. L’associazione, che riunisce trentacinque esercenti, nei prossimi giorni varerà lo statuto definitivo e iscriverà il sodalizio al registro imprese. Nel frattempo ha eletto un consiglio direttivo, e nominato sette referenti per altrettante zone della città. Salvatore Polo e Lorenzo Marras sono rispettivamente presidente e vice, Giovanni Melis è il segretario e Vanna Sanna la tesoriera; i referenti zonali sono Pietro Polo per piazza Garibaldi, Gian Matteo Taras per via Vittorio Veneto, Salvatore Falchi per piazza Carlo Alberto, Antonello Farina per via Roma e il Cantaro, Agnese Polo per Punta Idda e ospedale, Francesco Niedda per San Nicola e Giovannantonio Comida per Chilivani (info horecaozieri@gmail.com, 328 8676917, 348 0377673, 349 5485292, 340 64736339). Apolitica e apartitica, che unisce gli operatori del settore per tutelarli e per avere un diretto collegamento con l’amministrazione comunale «al posto delle associazioni di categoria che ci hanno quasi abbandonato», HoReCa Ozieri, nella prima riunione svoltasi nei giorni scorsi, ha messo sul piatto le criticità riguardanti le aperture, possibili per legge a partire da domani. I rigidi limiti imposti dal disciplinare Inail tagliano però le gambe ai locali più piccoli e a quelli con minori spazi esterni. Altra spada di Damocle sono le spese, perché oltre alla sanificazione dei locali e quella di tutte le attrezzature a ogni cambio cliente ogni esercente dovrà ripensare all’organizzazione del lavoro compresi gli obblighi di sanificare i bagni a ogni utilizzo da parte dei clienti e di misurare la temperatura ai dipendenti e anche, dietro richiesta, ai clienti stessi. Per lunedì qualcuno sta pensando all’asporto, applicato al momento solo dalle gelaterie, ma l’incertezza è tanta perché è ormai chiaro che aprire significherà assumersi moltissimi rischi. Rischi che potrebbero aggravare ulteriormente la condizione di un comparto che in queste settimane ha dovuto accollarsi i costi fissi (bollette, affitti) senza avere guadagni, lasciare a casa i dipendenti senza poter loro garantire certezze per il futuro, allontanarsi dalla clientela, che potrebbe avere timore di frequentare i locali pubblici nei mesi di convivenza con il virus che attendono Ozieri e il resto del mondo.
Barbara Mastino
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