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Sassari

Termoscanner e mascherine, ripartiti i processi

Termoscanner e mascherine, ripartiti i processi

Poche udienze nel palazzo di giustizia, presidente e procuratore danno l’ok all’ingresso dei giornalisti

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SASSARI. L’attività del tribunale di Sassari è ufficialmente ripartita lo scorso 12 maggio anche se i processi in calendario, così come era stato preannunciato dallo stesso presidente Massimo Zaniboni, non potranno al momento essere numerosi. La priorità viene data a quelli che sono arrivati a discussione e ai processi con detenuti.

Per il resto l’attività degli uffici è ridotta allo stretto indispensabile. Nei corridoi del palazzo di via Roma ieri mattina si respirava un’atmosfera quasi surreale, in un periodo dell’anno solitamente caratterizzato da un ricco calendario di udienze, aule e corridoi erano vuoti. I pochi processi in programma si sono tenuti soprattutto da remoto, senza la presenza fisica degli interessari.

All’ingresso lo scrupoloso lavoro degli addetti della vigilanza privata: controllo della temperatura con il termoscanner e se è superiore ai 37.5 gradi non si entra. Se qualcuno ha un appuntamento deve essere in grado di dimostrarlo, bisogna essere muniti di mascherine e guanti.

La novità è l’accordo raggiunto tra il presidente del tribunale Zaniboni e il procuratore capo Gianni Caria con l’Ordine dei giornalisti della Sardegna e l’Assostampa. Mostrando grande disponibilità e collaborazione hanno infatti accolto la richiesta di autorizzare la partecipazione dei cronisti ai processi.

Naturalmente anche i giornalisti, così come tutti gli altri utenti del palazzo, dovranno sottoporsi ai controlli e esibire un documento di identità «al fine di partecipare alle udienze consentite – hanno scritto il presidente Zaniboni e il procuratore Caria in un documento – e di interloquire con le persone autorizzate ad avere colloqui con la stampa». (na.co.)

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