Coronavirus, Sassari: chi non ha chiuso ha investito in qualità e ora cerca personale

La salumeria Multineddu ha saputo proporre prodotti locali. Florgarden sta allargando la produzione e assume giovani

SASSARI. Davanti alle difficoltà ci sono due soli modi di reagire: mettersi le mani tra i capelli e sperare che la tempesta passi il prima possibile, oppure ingegnarsi e trasformare il dramma in un’opportunità.

Tra le aziende sassaresi che i mesi scorsi hanno avuto la fortuna di non dover tirare giù la serranda e, pur stringendo i denti, non hanno dovuto mandare a casa il personale, ci sono anche delle eccellenze locali che dal lockdown sono uscite paradossalmente più forti di prima.

E ora che per tutti è iniziata la ripresa c’è chi si ritrova in mano qualche carta in più da giocarsi sul mercato che riparte. Qualcuno addirittura sta allargando la produzione e dopo aver salvato tutti i posti di lavoro è pronto a fare nuove assunzioni.

In mezzo a tante aziende locali che in questi giorni stanno ripartendo con grande difficoltà e a quelle che ancora non hanno riaperto e forse per il momento non riusciranno a farlo, è bello sapere che c’è anche chi, dopo il grande spavento iniziale, ha saputo mettere la prua nella direzione giusta e trovare la rotta che porta verso acque serene.

«All’inizio è stato molto difficile – racconta Alessandro Multineddu, della storica salumeria di via Principessa Maria fondata nel 1960 dal padre Tonino – perché la gente era spaventata e non usciva di casa. In più la chiusura della scuola media “Numero Tre” per noi è stato un ulteriore dramma, perché abbiamo sempre lavorato molto grazie al passaggio dei genitori e degli insegnanti. Però quando ho visto che tante altre attività intorno a noi erano state costrette a chiudere – prosegue il commerciante – ho pensato che dovevamo reputarci fortunati e in quel momento ho capito che dovevamo sfruttare questo momento di difficoltà per tirare fuori il meglio di noi stessi». Da sempre sinonimo di qualità, la “Salumeria Multineddu”, durante le prime settimane di quarantena ha saputo intercettare anche un pubblico che fino a quel momento si era rivolto alla grande distribuzione, ma la bravura del titolare e dei suoi dipendenti è stata nel conquistarlo e farlo tornare. «Ricordo che a marzo e aprile la gente aveva il terrore di fare le lunghe code per strada per entrare nei supermercati – aggiunge Multineddu – e molti hanno scelto i piccoli negozi come il nostro perché si sentivano più sicuri. Una volta entrati nella nostra salumeria hanno scoperto la qualità dei prodotti locali e poi sono ritornati a comprare. In questo ci ha aiutato anche la chiusura domenicale dei grandi supermercati – conclude il commerciante – sarebbe una bella idea continuare in quella direzione».

C’è anche chi durante il lockdown pur di salvare l’azienda che rischiava il tracollo si è inventato di tutto per non staccare il cordone ombelicale con i clienti.

«Durante la prima fase dell’emergenza ci siamo trasformati in Telefono Amico – scherza Francesco Carboni, titolare dell’azienda florovivaistica Florgarden fondata nel 1987 con il padre Nino – perché le nostre clienti chiamavano per ordinare piante che in quel periodo abbiamo iniziato a consegnare a domicilio, ma avevano anche bisogno di conforto e il nostro personale non si è mai tirato indietro. La nostra è un’azienda agricola – aggiunge Carboni – e questo ci ha consentito di non dover chiudere neanche un giorno. Il 34 percento degli abitanti di Sassari vive nell’agro – spiega – e per questo la nostra vendita prima di mangimi e in un secondo momento di piante non si è mai fermata. Parte della produzione è andata persa, ma siamo riusciti a salvare il posto dei nostri 80 dipendenti – conclude l’imprenditore – e ora stiamo cercando giovani da assumere per allargare le nostre produzioni a Sorso, Olmedo e Valledoria».

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