Cuccurese: «I soldi ci sono, non sprechiamoli»

Il direttore generale del Banco: «Investimenti e innovazione sono l’unica strada per ripartire»

SASSARI. «Dopo tante notizie imprecise, annunci controproducenti, promesse che non si potevano mantenere, cambiamenti continui di procedure, possiamo dire che i soldi ci sono, e a condizioni davvero favorevoli. Ora si tratta di spenderli bene, e di spenderli in fretta». Non ci sta a passare da capro espiatorio della rabbia di imprenditori e cittadini il direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese e, ieri al convegno Aou, ha fatto un appello chiaro al mondo imprenditoriale isolano: «Dobbiamo guardarci dentro, capire quale è il modello di sviluppo perseguibile. Aiutare i settori trainanti. Su tutti il turismo, che è molto più importante di quello che pensavamo. Molto più delle 13mila imprese o del 10 per cento del Pil che stimavamo. Perché senza turismo non gira il resto dell’economia. E la crisi travolge 40mila imprese e almeno il 25 per cento del Pil».

«Le banche sono state il collo di bottiglia di tutto – spiega – ma in due mesi sono stati emessi tre decreti diversi uno dall’altro. Non c’era il tempo di sviluppare le attività che le regole cambiavano. E oltretutto i primi due decreti non erano operativi, e anche se dicevano “andate in banca domani” non era vero. Come non era vero che le banche non dovessero fare l’analisi di merito creditizio, anzi, essendo soldi statali non solo non potevano chiudere un occhio, ma dovevamo aprirli per bene tutti e due. Il “decreto rilancio” ha migliorato una serie di cose, pur cambiando di nuovo le carte in tavola. Comunque almeno ora siamo pronti. E altri aiuti, quelli regionali, calati a perfezione sulla nostra realtà, sono a un passo da partire anch’essi».

«Bisogna ripartire tutti – ha continuato Cuccurese – solo così riusciamo a testare il livello di resilienza rimasto. Ed è il momento di prendere le decisioni, ristrutturasi. Trovare il modo, e i mezzi ci sono, per intraprendere un’altra strada altrimenti si perderà tempo, risorse, e quando si capirà che è il momento di cambiare strada non si potrà più».

Arrivano poi le parole si speranza: «Non è vero che la stagione è andata. Se riusciamo a ripartire bene adesso iniziamo a mettere una pezza. E possiamo preparare una stagione 2020-2021 davvero alla grande. Il mondo bancario, e chiaramente il Banco di Sardegna, è impegnato in prima fila. Serve volontà, poche grandi scelte, passo giusto e veloce. Abbiamo degli svantaggi competitivi, e ne dobbiamo prendere atto, ma anche grandi vantaggi, che dobbiamo sfruttare. I soldi ci sono, sfruttiamoli bene, perché una sciagura si potrà rivelare una opportunità irripetibile». (g.bua)

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