Sassari, indagata la ditta che fuggì dal Covid

L’inchiesta della Procura di Palermo coinvolge la Pfe che gestisce le pulizie al Comune di Sassari

SASSARI. C’è anche la Pfe SpA, la società titolare dell’appalto per le pulizie negli uffici del Comune di Sassari e la stessa che a marzo aveva abbandonato Casa Serena durante la fase più critica dell’emergenza Covid-19, nel mirino della procura della Repubblica di Palermo che ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari. E tra gli arrestati (finito ai domiciliari) c’è Salvatore Navarra, 47 anni di Caltanisetta, presidente del consiglio di amministrazione della Pfe SpA.

La maxi inchiesta dei magistrati palermitani e condotta dalla Guardia di finanza è scattata qualche giorno fa ed è stata denominata “Sorella Sanità”, le misure cautelari - oltre agli arresti - hanno riguardato anche 7 società con sede in Sicilia e in Lombardia che sono state messe sotto sequestro giudiziario.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti. Il giudice per le indagini preliminari, sulla scorta del lavoro degli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria, ha applicato la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività professionali, imprenditoriali e pubblici uffici per il “referente occulto” di Euro&Promos spa e di Pfe SpA Giovanni Tranquillo, 61 anni, di Catania. L’operazione potrebbe estendersi anche ad altri territori e non sono escluse ripercussioni in Sardegna. Tra l’altro, un sardo c’è già finito nell’inchiesta, si tratta di Roberto Satta, 50 anni di Cagliari, responsabile operativo della Tecnologie Sanitarie Spa (anche per lui è stata disposta la detenzione domiciliare).

L’inchiesta che sta facendo tremare la sanità pubblica (non solo siciliana) avrebbe permesso di accertare mazzette per appalti multimilionari su apparecchiature mediche, forniture energetiche, impianti tecnologici e servizi di pulizia con l’aggiudicazione di gare pubbliche per un totale di 600 milioni di euro. La Pfe SpA è una delle aziende più quotate e meglio inserite nel panorama nazionale degli appalti pubblici nel settore della sanità e delle pulizie: si è occupata anche della sanificazione del Policlinico di Messina durante tutto il periodo legato all’emergenza Covid e della sanificazione delle sale operatorie anche prima dell'emergenza.

A Sassari la Pfe è nota per essere titolare dell’appalto per la pulizia degli uffici del Comune: se l’era aggiudicato nel febbraio del 2020 per un valore di circa 888 mila euro per la durata di un anno rinnovabile fino a un massimo di tre volte consecutive. E subito era balzata all’attenzione della cronaca perchè in piena emergenza coronavirus aveva abbandonato Casa Serena (dove aveva l’incarico per le pulizie e le sanificazioni, compreso nello stesso appalto del Comune) interrompendo di fatto il servizio pubblico. L’azienda aveva smobilitato senza preavviso e per questo l'amministrazione comunale aveva avviato le procedure per valutare anche possibili ipotesi di reato alle quali fare seguire una richiesta di risarcimento danni.

Il sindaco di Sassari Nanni Campus era stato chiaro: «Ho intenzione di denunciare l’azienda – aveva detto –. Non si può abbandonare su due piedi un servizio così importante e in un momento così delicato. A Casa Serena ci sono anche persone anziane inferme e altre che soffrono di patologie molto importanti. L'interruzione dell'appalto è un atto molto grave». Ora la vicenda si arricchisce di un nuovo capitolo.

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