Museo, la ristrutturazione la monitorano gli studenti
di Barbara Mastino
I ragazzi del corso informatico del Fermi a scuola di “OpenCoesione” alle Clarisse Hanno creato un logo e studiato documenti sui lavori di modernizzazione
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OZIERI. Un altro progetto innovativo nell’istituto superiore Fermi di Ozieri, dove la chiusura per l’emergenza sanitaria non ha fermato le attività. Portato avanti da studenti del corso informatico, esso ha comportato una ricerca in digitale ed è stato presentato on-line nella Giornata dell’Europa edizione Sardegna (promossa dalla Regione Sardegna con i Centri Edic), tenutasi in diretta streaming. L’attività didattica si intitola “A Scuola di OpenCoesione (Asoc)” e ha coinvolto studenti della quarta A e B del corso informatico con i docenti Lia Meledina e Antonio G. Piras, che hanno realizzato un monitoraggio civico del progetto di ristrutturazione del museo archeologico Alle Clarisse e creato il logo “Future is in the past”. «La scelta di monitorare questo intervento – spiega il portavoce del gruppo, chiamato Team4Future, Gabriele Sechi – è stata fatta in quanto il gruppo ha da subito pensato che la storia del territorio di Ozieri, rappresentato dalla Pisside, andasse valorizzata in quanto di enorme importanza storica e culturale. Nella creazione del logo, quindi, abbiamo voluto evidenziare il legame tra passato e futuro riportandolo anche nei tratti grafici e stilistici del logo stesso, che vede inserita la Pisside all’interno di un museo stilizzato con l’utilizzo di caratteri moderni». Il progetto Asoc è un percorso didattico finalizzato a promuovere e sviluppare nelle scuole principi di cittadinanza attiva e consapevole attraverso attività di ricerca e monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici europei e nazionali. E seguendone le linee guida, i ragazzi del Fermi hanno studiato la documentazione sui lavori di modernizzazione e di potenziamento della funzione espositiva, didattica e comunicativa eseguiti nel museo ma hanno anche monitorato i social e il sito istituzionale, «cosa che ha aiutato molto lo svolgimento del lavoro – spiega Gabriele Sechi – che di fatto è stato seguito tramite le storie e i post su Facebook, Instagram e Twitter». «La pandemia non ha bloccato il nostro impegno nel lavoro, ma lo ha solo rallentato – dice lo studente – e durante questi giorni di quarantena abbiamo portato avanti il completamento del progetto creando un video che rappresentasse il percorso intrapreso a inizio anno e caricando i dati che facevano parte del nostro progetto anche grazie ai nostri professori che hanno collaborato con noi per permetterci di sviluppare un lavoro ottimale».
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