Castelsardo, restauro per il simulacro ligneo del Cristo deposto
CASTELSARDO . Grazie al contributo della Fondazione Sardegna ed alle donazioni dei fedeli e dei comitati, alla Confraternita, sta avendo luogo, in queste settimane, il restauro del Cristo deposto, l’a...
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CASTELSARDO . Grazie al contributo della Fondazione Sardegna ed alle donazioni dei fedeli e dei comitati, alla Confraternita, sta avendo luogo, in queste settimane, il restauro del Cristo deposto, l’antico e prezioso crocefisso ligneo che viene utilizzato, tutti i sabati di quaresima per la celebrazione della stazione quaresimale, ed il venerdì santo, per la suggestiva cerimonia de “Lu lcravamentu”.
Il ripristino del prezioso simulacro, che non verrà comunque portato a termine per insufficienza di fondi, è affidato alle esperte mani della restauratrice Rosella Ulleri e viene realizzato nei locali dell’episcopio vescovile. A richiedere l'intervento, autorizzato dalla Soprintendenza alle belle arti, sono stati l'ufficio Beni culturali della diocesi di Tempio Ampurias, diretto da don Francesco Tamponi, e il priore Giovanni Borrielli, per la Confraternita dell'Oratorio di Santa Croce. La statua, particolarmente amata e venerata dalla comunità locale, presentava diverse criticità. Gli snodi delle braccia sono, infatti, molto logorati, così come anche la tenuta del nodo del perizoma e l’integrità estetica delle superfici. L’opera ha gravi lesioni, di cui due, piuttosto preoccupanti, all’altezza dell'avambraccio sinistro e del polso destro e un’altra, dovuta senz'altro a un colpo, poco sotto il ginocchio sinistro, molteplici cadute di colore, pesanti imbratti, colature e maldestre ridipinture con vernici oleosintetiche che indicano un uso del simulacro non compatibile con la sua conservazione.
«Tale fragilità non verrà eliminata dall’intervento di restauro, pertanto è necessario, per il futuro – si legge nella relazione della Soprintendenza – prevedere per il Cristo soluzioni in grado di conciliare gli aspetti devozionali con la sua conservazione» . Una constatazione che fa temere ai fedeli di non poter più utilizzare il Cristo deposto per le suggestive cerimonie legate alla Settimana Santa castellanese. «Considerata la forte devozione del popolo verso questo simulacro e la sua centralità nei riti della settimana santa – sottolinea il priore Borrielli – la speranza è che venga nuovamente autorizzato il suo impiego. La Confraternita si impegna sin d’ora a seguire tutte le indicazioni che verranno date, per la sua cura».
Donatella Sini
Il ripristino del prezioso simulacro, che non verrà comunque portato a termine per insufficienza di fondi, è affidato alle esperte mani della restauratrice Rosella Ulleri e viene realizzato nei locali dell’episcopio vescovile. A richiedere l'intervento, autorizzato dalla Soprintendenza alle belle arti, sono stati l'ufficio Beni culturali della diocesi di Tempio Ampurias, diretto da don Francesco Tamponi, e il priore Giovanni Borrielli, per la Confraternita dell'Oratorio di Santa Croce. La statua, particolarmente amata e venerata dalla comunità locale, presentava diverse criticità. Gli snodi delle braccia sono, infatti, molto logorati, così come anche la tenuta del nodo del perizoma e l’integrità estetica delle superfici. L’opera ha gravi lesioni, di cui due, piuttosto preoccupanti, all’altezza dell'avambraccio sinistro e del polso destro e un’altra, dovuta senz'altro a un colpo, poco sotto il ginocchio sinistro, molteplici cadute di colore, pesanti imbratti, colature e maldestre ridipinture con vernici oleosintetiche che indicano un uso del simulacro non compatibile con la sua conservazione.
«Tale fragilità non verrà eliminata dall’intervento di restauro, pertanto è necessario, per il futuro – si legge nella relazione della Soprintendenza – prevedere per il Cristo soluzioni in grado di conciliare gli aspetti devozionali con la sua conservazione» . Una constatazione che fa temere ai fedeli di non poter più utilizzare il Cristo deposto per le suggestive cerimonie legate alla Settimana Santa castellanese. «Considerata la forte devozione del popolo verso questo simulacro e la sua centralità nei riti della settimana santa – sottolinea il priore Borrielli – la speranza è che venga nuovamente autorizzato il suo impiego. La Confraternita si impegna sin d’ora a seguire tutte le indicazioni che verranno date, per la sua cura».
Donatella Sini
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