I controlli anti Covid sono hi-tech
di Gabriella Grimaldi
La “virata” di Vt Sistemi di Paulotto che punta sui dispositivi che sfruttano l’ intelligenza artificiale
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SASSARI. La chiamano economia “di guerra”, quella che viene dopo l’emergenza pandemia e che continuerà, chissà per quanto tempo. Così una delle aziende storiche di Sassari, Vt Sistemi di Paulotto, in questo periodo ha dato una virata alla propria attività incentrata perlopiù sui sistemi di videosorveglianza e sicurezza per orientarsi anche sulle nuove esigenze della clientela, che siano privati, aziende o enti pubblici. E lo ha fatto mettendo a disposizione la lunga esperienza nel settore dell’elettronica per creare, con componenti accuratamente selezionati fra quelli che sono presenti sul mercato, sistemi integrati che mettano le aziende, gli studi professionali, i negozi nelle condizioni di rispettare quelle regole con le quali, a quanto pare, dovremo fare i conti per lungo tempo. «I principali punti – spiega il titolare Marco Paulotto – sono misurare la temperatura corporea delle persone all’ingresso dei locali, verificare l’utilizzo della mascherina, monitorare i possibili assembramenti e il rispetto del distanziamento interpersonale. Infine effettuare una corretta sanificazione degli ambienti. Ecco, noi proponiamo l’utilizzo, l’installazione e la messa a sistema di dispositivi di alto livello che permettano di effettuare queste attività in sicurezza e magari risparmiando».
Il problema infatti è che attualmente il controllo delle persone all’ingresso, del loro distanziamento e il conteggio degli individui che possono essere presenti nello stesso momento in un luogo chiuso sono affidate a dipendenti. Persone che proprio per il ruolo che svolgono sono esposte al rischio contagio. In realtà quegli stessi compiti possono essere svolti dalle macchine e in modo molto più preciso. «Un esempio è la rilevazione della temperatura corporea – prosegue Paulotto –. Con particolari telecamere termografiche installate all’ingresso è possibile misurare la temperatura inquadrando soltanto il viso con un margine di errore bassissimo, pari a 0,1 gradi e allo stesso tempo verificare che la persona indossi la mascherina. Si tratta di dispositivi che utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale».
Altrettanto affidabili sono i lettori che calcolano il numero di persone massime che possono stare all’interno di un locale e la distanza fra loro, si pensi a una mostra d’arte, a un concerto, alla hall di un albergo. Per la sanificazione invece l’azienda ha pensato di utilizzare l’erogatore di nebbia antifurto riempendolo di un disinfettante a base di argento cationico. «La nostra proposta – conclude Marco Paulotto – è di intervenire in molti casi su dispositivi già esistenti integrandoli con questi strumenti innovativi con la certezza che la nostra esperienza consentirà di non affrontare spese alla cieca che potrebbero rivelarsi eccessive e che il risultato sarà affidabile nel tempo». Insomma, davanti a un futuro dai contorni sfumati c’è chi decide, come in questo caso, di investire sul proprio know how per rendere più realistica una ripresa all’insegna della sicurezza.
Il problema infatti è che attualmente il controllo delle persone all’ingresso, del loro distanziamento e il conteggio degli individui che possono essere presenti nello stesso momento in un luogo chiuso sono affidate a dipendenti. Persone che proprio per il ruolo che svolgono sono esposte al rischio contagio. In realtà quegli stessi compiti possono essere svolti dalle macchine e in modo molto più preciso. «Un esempio è la rilevazione della temperatura corporea – prosegue Paulotto –. Con particolari telecamere termografiche installate all’ingresso è possibile misurare la temperatura inquadrando soltanto il viso con un margine di errore bassissimo, pari a 0,1 gradi e allo stesso tempo verificare che la persona indossi la mascherina. Si tratta di dispositivi che utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale».
Altrettanto affidabili sono i lettori che calcolano il numero di persone massime che possono stare all’interno di un locale e la distanza fra loro, si pensi a una mostra d’arte, a un concerto, alla hall di un albergo. Per la sanificazione invece l’azienda ha pensato di utilizzare l’erogatore di nebbia antifurto riempendolo di un disinfettante a base di argento cationico. «La nostra proposta – conclude Marco Paulotto – è di intervenire in molti casi su dispositivi già esistenti integrandoli con questi strumenti innovativi con la certezza che la nostra esperienza consentirà di non affrontare spese alla cieca che potrebbero rivelarsi eccessive e che il risultato sarà affidabile nel tempo». Insomma, davanti a un futuro dai contorni sfumati c’è chi decide, come in questo caso, di investire sul proprio know how per rendere più realistica una ripresa all’insegna della sicurezza.
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