Il mosaico era di una domus privata

Continuano i lavori nel sito archeologico scoperto durante gli scavi del gas

PORTO TORRES. Era probabilmente il pavimento di un'importante domus privata, paragonabile per sfarzo a quelle scoperte negli ultimi decenni nell'area in cui sorgeva l'antica Colonia Iulia Turris Libisonis.

Viene da pensare alla splendida domus di Orfeo, alla domus dei Mosaici Marini, quando si ammirano i motivi decorativi della porzione - perché al momento solo di una porzione si tratta - del bellissimo mosaico riportato in luce nell'ambito dei lavori per la realizzazione della rete di distribuzione del gas metano eseguiti per Italgas dalla CPL Concordia che, per l'effettuazione di alcuni saggi di approfondimento di carattere archeologico, ha incaricato la ditta specializzata (OS25 e OG2) Luciano Sini Srl. Lo scavo, eseguito sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Abap, funzionaria archeologa Nadia Canu, coordinato sul campo dall'archeologa Antonella Pandolfi, coadiuvata per i rilievi dall'archeologo Vincenzo Nubile e col supporto del personale della Sede Operativa della Soprintendenza di Porto Torres, riguarda un piccolo saggio in via Ponte Romano delle dimensioni di circa 9 metri per 4 metri. Qui le indagini hanno rimesso in luce una situazione stratigrafica complessa, caratterizzata da una successione di strati di crollo alternati a piani d'uso. Al momento si riconoscono tre vani e nel secondo l'indagine ha permesso di riscoprire una muratura realizzata in blocchi calcarei di grandi dimensioni che delimita una porzione di mosaico policromo databile alla seconda metà del III secolo, età in cui anche a Turris Libisonis, dopo l'apertura d'inizio secolo, si è ormai definitivamente affermata nell'arte musiva una chiara predominanza dei modelli policromi geometrici e figurati di matrice africana che caratterizzano appunto, seppure con qualche differenza stilistica, i pavimenti della domus di Orfeo e il restyling operato su quelli della Domus dei Mosaici Marini.

Il mosaico ritrovato in via Ponte Romano è in buono stato ed è ancora in corso di scavo: al momento è visibile parte della cornice, caratterizzata da diverse fasce, tra cui un motivo a scacchiera con clessidre realizzato in bianco e nero, e uno a treccia con tessere bianche, nere, gialle, rosse, celesti. I lavori, in una situazione stratigrafica complessa, proseguono per definire dimensioni e precisa ubicazione dei ritrovamenti.

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