Travolto sulla strada, automobilista assolto

Omicidio colposo, un 43enne si era accasciato di notte in via Duca degli Abruzzi ed era stato investito

SASSARI. Giovanni Uras, sassarese di 43 anni, era morto alle 4.30 del mattino, il 29 settembre del 2013, investito in via Duca degli Abruzzi da una Fiat Punto condotta da un sassarese di 54 anni. Secondo i primi accertamenti, confermati da alcune testimonianze, al momento dell'impatto Uras era steso in mezzo alla strada in un punto con doppia corsia di marcia e con ridotta visibilità a causa di un lampione rotto.

Per quel tragico incidente era finito a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, Gianni Sanna, il conducente della Punto. Ieri il giudice Giulia Tronci ha assolto l’imputato – difeso dall’avvocato Alberto Passino – “perché il fatto non sussiste”. Non sarà, quindi, tenuta a pagare alcun risarcimento l’assicurazione Hdi – tutelata dall’avvocato Agostinangelo Marras – che era stata citata come responsabile civile dagli avvocati di parte civile Antonio Secci e Sara Luiu.

Accolta, in sostanza, la tesi della fatalità, di una circostanza non prevedibile. Durante le prime indagini svolte immediatamente dopo l’incidente due erano infatti state le ipotesi prese in considerazione dalle forze dell’ordine che avevano svolto i rilievi: che Giovanni Uras fosse crollato a terra a causa di una sbornia oppure che fosse stato sfiorato e fatto cadere da un’auto mentre attraversava barcollando via Duca degli Abruzzi. Prima, in ogni caso, che le ruote della Fiat Punto gli passassero sopra e lo trascinassero per una trentina di metri. Sulla dinamica dell’incidente, la versione dei fatti dell’investitore coincideva con quella di un altro automobilista che transitava in quel momento nella stessa via a bordo di una Mercedes, diretto verso viale Dante. L’uomo aveva detto di avere notato una macchia scura sull’asfalto nell’altra corsia, e di avere pensato che fosse un sacco. In quel momento l’auto era stata affiancata dalla Punto il cui conducente aveva raccontato di aver sentito uno strano rumore e di essersi fermato poco dopo per verificare cosa fosse accaduto, scoprendo solo allora di avere investito un uomo.

Ieri, a distanza di sette anni dal fatto, è arrivata la conclusione del processo di primo grado con l’assoluzione di Sanna. Per lui il pubblico ministero, lo scorso ottobre, aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi. (na.co.)

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