Cinquant’anni di sacerdozio per don Rum

Il parroco della Consolata festeggia il traguardo e ha un sogno: «Riuscire a ristrutturare la chiesa»

PORTO TORRES. Sabato saranno cinquant'anni di sacerdozio. Esattamente l'11 luglio 1970 veniva ordinato sacerdote in Basilica di San Gavino don Ferdinando Rum, parroco di Beata Vergine della Consolata, parrocchia di 3500 anime proprio al centro della città.

Don Ferdinando nasce 78 anni fa a Isola del Giglio. Con la famiglia si trasferisce a Porto Torres nell'immediato secondo dopoguerra e da subito comincia a frequentare la chiesa svolgendo spesso la funzione di chierichetto.

Dopo gli anni in seminario, nel 1970 l'ordinazione a sacerdote. «In quell’anno Ho iniziato la mia attività come viceparroco a Sant'Apollinare a Sassari, poi nel '75 ho ricevuto l'incarico come parroco di San Domenico, una parrocchia nascente nella zona di Caniga, un quartiere di periferia destinato a diventare un'importante realtà nella vita cittadina», ricorda don Ru. La missione pastorale del sacerdote è così proseguita: «Nel 1995 ho ricevuto il doppio incarico di parroco di Muros e Cargeghe. Nel 2007 ho lasciato Muros rimanendo parroco solo di Cargeghe, quindi nel 2008 sono arrivato alla Beata Vergine di Consolata subentrando a don Fenu, un'autentica istituzione».

Don Rum è sempre stato legato a Porto Torres tanto che «ho sempre vissuto in città. Quando ero parroco altrove viaggiavo tutti i giorni, sono stato un prete pendolare» scherza il sacerdote. A proposito dell’importante traguardo raggiunto, don Rum si dice «contento di quanto ho fatto» mentre quando si parla di un desiderio, un sogno, alza la testa e guarda il tetto della chiesa della Consolata, oggetto di mille segnalazioni: «Combatto dal 2008 per ristrutturare la chiesa», risponde con un sospiro.

Emanuele Fancellu

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