Incendio nella notte: casa distrutta a Lu Bagnu
di Salvatore Santoni
I carabinieri di Castelsardo indagano sull’episodio, non è escluso un gesto doloso L’appartamento era disabitato, i proprietari lo utilizzano solo per le vacanze
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CASTELSARDO. Un appartamento disabitato può incendiarsi da solo? È più o meno questo l’interrogativo che gli investigatori si stanno ponendo in queste ore per risolvere un giallo ambientato a Lu Bagnu. Cioè le cause del grave rogo che nella notte tra domenica e lunedì ha mandato in cenere un’abitazione in via Veneto. Sul posto, infatti, non sarebbero state rilevate tracce di inneschi.
Le certezze, al momento, sono queste: il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino, quando le lingue di fuoco hanno cominciato a divorare tutti gli arredi all’interno dell’abitazione e una densa coltre di fumo nero ha ammorbato il quartiere.
A quel punto qualcuno ha dato l’allarme chiamando il 115, la sala operativa ha inviato i soccorsi, e i residenti nella zona sono stati risvegliati da sirene e lampeggianti blu. Sul posto infatti, oltre ai vigili del fuoco, sono arrivati i carabinieri della compagnia di Valledoria e le ambulanze del 118. Questo perché c’era il timore che dentro all’abitazione potessero essere rimaste persone imprigionate tra le fiamme. Fortunatamente però la casa era disabitata, come del resto lo è per buona parte dell’anno. I vigili del fuoco hanno cercato di contenere le fiamme per evitare che l’incendio si propagasse all’esterno della proprietà.
Purtroppo però l’appartamento ha subìto danni ingenti, difficilmente calcolabili. In pratica è andato completamente distrutto ed è lesionato anche il tetto.
I militari, insieme ai vigili del fuoco, sono ritornati nell’abitazione anche la mattina successiva al rogo, lunedì, per effettuare un sopralluogo congiunto alla ricerca di eventuali inneschi. E dalla fitta cortina di riserbo che circonda le indagini non trapela granché, soltanto alcune indicazioni sul proseguo delle indagini. Anche se sarebbero stati sequestrati degli oggetti da esaminare.
I proprietari dell’immobile vivono nel Cagliaritano e utilizzavano l’appartamento per trascorrere le vacanze dopo averlo ristrutturato e arredato da poco tempo. Questo dettaglio porta il discorso nel campo delle incertezze. Com’è possibile, quindi, che la casa abbia preso fuoco? L’immobile è nato come un garage, riconvertito ad appartamento circa due anni fa, dopo una lunga contesa in Tribunale per stabilire la proprietà delle mura. Gli investigatori non scartano nessuna delle ipotesi, compresa quella dell’atto doloso, e infatti stanno scavando nei rapporti della famiglia alla ricerca di eventuali screzi, vecchie o nuove ruggini, che possano indirizzare gli approfondimenti sulla giusta direzione per risalire a eventuali responsabili. Indicazioni utili in tal senso potrebbero arrivare dall’analisi delle registrazioni delle videocamere, anche private, installate nella zona e dei tabulati delle celle telefoniche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le certezze, al momento, sono queste: il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino, quando le lingue di fuoco hanno cominciato a divorare tutti gli arredi all’interno dell’abitazione e una densa coltre di fumo nero ha ammorbato il quartiere.
A quel punto qualcuno ha dato l’allarme chiamando il 115, la sala operativa ha inviato i soccorsi, e i residenti nella zona sono stati risvegliati da sirene e lampeggianti blu. Sul posto infatti, oltre ai vigili del fuoco, sono arrivati i carabinieri della compagnia di Valledoria e le ambulanze del 118. Questo perché c’era il timore che dentro all’abitazione potessero essere rimaste persone imprigionate tra le fiamme. Fortunatamente però la casa era disabitata, come del resto lo è per buona parte dell’anno. I vigili del fuoco hanno cercato di contenere le fiamme per evitare che l’incendio si propagasse all’esterno della proprietà.
Purtroppo però l’appartamento ha subìto danni ingenti, difficilmente calcolabili. In pratica è andato completamente distrutto ed è lesionato anche il tetto.
I militari, insieme ai vigili del fuoco, sono ritornati nell’abitazione anche la mattina successiva al rogo, lunedì, per effettuare un sopralluogo congiunto alla ricerca di eventuali inneschi. E dalla fitta cortina di riserbo che circonda le indagini non trapela granché, soltanto alcune indicazioni sul proseguo delle indagini. Anche se sarebbero stati sequestrati degli oggetti da esaminare.
I proprietari dell’immobile vivono nel Cagliaritano e utilizzavano l’appartamento per trascorrere le vacanze dopo averlo ristrutturato e arredato da poco tempo. Questo dettaglio porta il discorso nel campo delle incertezze. Com’è possibile, quindi, che la casa abbia preso fuoco? L’immobile è nato come un garage, riconvertito ad appartamento circa due anni fa, dopo una lunga contesa in Tribunale per stabilire la proprietà delle mura. Gli investigatori non scartano nessuna delle ipotesi, compresa quella dell’atto doloso, e infatti stanno scavando nei rapporti della famiglia alla ricerca di eventuali screzi, vecchie o nuove ruggini, che possano indirizzare gli approfondimenti sulla giusta direzione per risalire a eventuali responsabili. Indicazioni utili in tal senso potrebbero arrivare dall’analisi delle registrazioni delle videocamere, anche private, installate nella zona e dei tabulati delle celle telefoniche.
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