Porto Torres, una tubazione fuori legge blocca il ponte romano

È una condotta in eternit ancora in pressione, doveva essere rimossa da tempo. Avviate le procedure, operazione complessa: il restauro potrebbe subire ritardi

PORTO TORRES. É necessario rimuovere il tubo in eternit che si trova al lato del parapetto sud del ponte Romano per proseguire in sicurezza gli interventi di restauro del monumento simbolo della città di Porto Torres. Si tratta di un condotto che percorre l’antico ponte per tutta la sua lunghezza, ossia 135 metri, dal diametro di 200 metri. Risulta oltretutto in pressione perché alimenta le case degli utenti del tratto di via Ponte Romano che conduce alla zona industriale. Il materiale di cui è composto il tubo è vietato dalle normative vigenti, per cui dopo la rimozione effettuata con ditta abilitata deve essere trattato come rifiuto speciale. Tra l’altro, nel rispetto delle norme di sicurezza i tubi in pressione devono essere interrati. Questo che attraversa il Ponte risulta invece fuori terra alla base del parapetto, e impedisce di fatto lo svolgimento dei lavori. La normativa di tutela vieta inoltre l'installazione di strutture non compatibili con il monumento storico. Ma nonostante la Soprintendenza archeologica avesse chiesto per anni la rimozione del tubo anche attraverso il supporto del Comune - in quanto l’antica struttura fa parte della viabilità pedonale urbana - non ha mai ottenuto risultati. In questi giorni sono comunque cominciati i lavori di bonifica da eventuali ordigni inesplosi nel tratto di pavimentazione. Una fase preliminare eseguita dalla ditta Eurocantieri di Cagliari, per un importo di 30mila e 362,65 euro comprensivi degli oneri per la sorveglianza continua da parte di un archeologo incaricato dall’impresa e dei funzionari archeologi della Soprintendenza di Sassari. «La procedura per la rimozione del tubo dal Ponte è in fase di definizione – assicura la responsabile del procedimento, l'architetta Patrizia Luciana Tomassetti del Segretariato regionale Mibact Sardegna – e contiamo anche e soprattutto con l’intervento dell’amministrazione comunale». L’auspicio è che la rimozione della condotta di Abbanoa avvenga prima della ripresa vera e propria dei lavori di restauro, previsti a settembre. Perché l’intenzione del Segretariato regionale è quella di avviare nel frattempo la gara d’appalto per i lavori di scavo del ponte Romano. Dopo la rimozione dell’asfalto che ancora ricopre un tratto della pavimentazione originaria, è infatti previsto il ripristino dei vecchi basoli, l’eliminazione di piante infestanti e l’intervento sui parapetti. Oltre al rifacimento totale della passerella in prossimità delle giunture in legno, per garantire sicurezza alla struttura durante l’attraversamento dei pedoni e in occasione degli eventi aperti a visitatori e turisti.

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