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Sassari

Dopo il rogo anche la beffa I danni li pagano i cittadini

di Gavino Masia
Dopo il rogo anche la beffa I danni li pagano i cittadini

Un anno fa il pauroso incendio alla É Ambiente e Inversol nell’area industriale Mai chiarite le responsabilità. Il Comune ha un debito fuori bilancio di 1,4 milioni

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PORTO TORRES. Del pauroso incendio divampato il 27 luglio di un anno fa intorno alle 5.30 in due aziende dell’area industriale – E.Ambiente e Inversol – è rimasto per ora solo un grosso debito di un milione e 400mila euro a carico dell’amministrazione comunale. Una cifra spesa per dare seguito alle ordinanze sindacali, durante l’emergenza ambientale. E in attesa che si conoscano le responsabilità, il Comune ha dovuto inserire un debito fuori bilancio di un milione e 400mila euro che di fatto vincola le risorse libere del rendiconto.

I residui di rifiuti tossici relativi all’incendio non sono stati ancora smaltiti nelle discariche autorizzate, ma si trovano stoccate all’interno di serbatoi di plastica (bulk) posizionati nel centro intermodale. Il rogo di un anno fa era stato di vaste proporzioni e aveva distrutto il capannone in uso alla ditta É Ambiente e all’azienda Inversol, creando tra l’altro tanta apprensione tra i cittadini per quella nube tossica che partiva dall’area industriale e avanzava pericolosamente verso il centro urbano. Da allora ad oggi si sono susseguite diverse ordinanze sindacali per spostare le autobotti da via Domenico Millelire, e l’ultimo provvedimento del sindaco Sean Wheeler risale al febbraio scorso. Ordinava il trasferimento dei rifiuti liquidi contenuti nelle 20 autobotti dal piazzale del Centro intermodale regionale. Il trasloco doveva essere eseguito direttamente dalle ditte proprietarie dei mezzi e sotto la sorveglianza del Comune e con comunicazione preventiva dei tempi e delle modalità operative anche alla sezione stradale della polizia di Stato. Attualmente all’interno del Centro intermodale non ci sono più gli autobotti, ma sono rimasti i serbatoi dei rifiuti speciali liquidi provenienti dall'incendio dello scorso anno. La vigilanza è affidata alla compagnia barracellare, in accordo con l’ufficio Ambiente, in attesa che vengano definitivamente trasferiti alla discarica autorizzata. Resta però il pesante debito di 1 milione e 400mila euro a carico per ora del Comune, sollecitato dai legali delle aziende che hanno messo a disposizione i loro mezzi per tutte le operazioni di bonifica. L’amministrazione, inoltre, è ancora in attesa del provvedimento della Provincia di Sassari, che deve individuare i soggetti responsabili della contaminazione.

«Alcune procedure gestionali non hanno purtroppo contemplato una triste eredità dell'incendio – aveva detto il sindaco – e siamo in attesa di conoscere la responsabilità legale del rogo: chi ha causato il danno deve fare fronte al costo di tutta l’emergenza».

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