Porto Torres, un infarto fulminante ha ucciso Sara: il corpo restituito alla famiglia
La 32enne è morta mentre nuotava nel mare di Balai a causa di un malore. Un fatto improvviso che avrebbe potuto verificarsi in qualunque altro momento, anche fuori dall’acqua. Ma in nessun caso si sarebbe potuto fare qualcosa per salvarla
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PORTO TORRES. Niente autopsia, non c’è stato bisogno. Il sostituto procuratore Paolo Piras dopo il consulto con il medico legale ha disposto la restituzione della salma di Sara Rassu ai familiari. La 32enne di Porto Torres è morta mentre nuotava nel mare di Balai a causa di un malore – presumibilmente un infarto – fulminante. Un fatto improvviso che avrebbe potuto verificarsi in qualunque altro momento, anche fuori dall’acqua. Ma in nessun caso si sarebbe potuto fare qualcosa per salvarla.
La camera ardente è stata allestita nella camera mortuaria del “Santissima Annunziata” a Sassari e oggi alle 16 è prevista la cerimonia funebre nella chiesa di Cristo Risorto.
Un destino fatale quello che si è accanito contro la donna portotorrese di 32 anni, quindi, che martedì mattina aveva deciso di andare al mare da sola nell’accogliente e discreto sito dello Scoglio Ricco. Aveva lasciato i suoi vestiti sulla roccia e poi era entrata in acqua per una nuotata. Una passione per il mare la sua, tra l’altro coltivata anche con una discreta abilità nel nuoto.
In quel momento non c’era nessuno nella zona di mare dietro Balai e quindi è stato impossibile rendersi conto che Sara Rassu era stata colta da malore ed era finita sott’acqua.
La preoccupazione è cresciuta e l’allarme è scattato verso l’ora di pranzo, quando i genitori hanno constatato che la loro figlia non era rientrata. Le telefonate a casa delle amiche, l’allarme alla centrale operativa dei carabinieri e poi la corsa affannata verso la zona costiera. In pochi attimi l’amara realtà di quello che era successo nella zona di mare tra lo Scoglio Ricco e la baia di Balai lontano. Gli operatori della Guardia costiera hanno recuperato il corpo della donna (aveva i polmoni pieni d’acqua) e lo hanno portato sulla banchina del porto. Momenti drammatici per i familiari e i conoscenti. Grande il dolore anche tra le amiche che tanti anni fa giocavano con lei a pallavolo, incredule per la scomparsa di Sara. E per ricordare la sua bontà e lo star bene assieme di allora, con la loro allenatrice hanno deciso di firmare un pallone da regalarle per l’ultimo viaggio. Un gesto di grande affetto e una dedica sincera per Sara. (g.m.)
La camera ardente è stata allestita nella camera mortuaria del “Santissima Annunziata” a Sassari e oggi alle 16 è prevista la cerimonia funebre nella chiesa di Cristo Risorto.
Un destino fatale quello che si è accanito contro la donna portotorrese di 32 anni, quindi, che martedì mattina aveva deciso di andare al mare da sola nell’accogliente e discreto sito dello Scoglio Ricco. Aveva lasciato i suoi vestiti sulla roccia e poi era entrata in acqua per una nuotata. Una passione per il mare la sua, tra l’altro coltivata anche con una discreta abilità nel nuoto.
In quel momento non c’era nessuno nella zona di mare dietro Balai e quindi è stato impossibile rendersi conto che Sara Rassu era stata colta da malore ed era finita sott’acqua.
La preoccupazione è cresciuta e l’allarme è scattato verso l’ora di pranzo, quando i genitori hanno constatato che la loro figlia non era rientrata. Le telefonate a casa delle amiche, l’allarme alla centrale operativa dei carabinieri e poi la corsa affannata verso la zona costiera. In pochi attimi l’amara realtà di quello che era successo nella zona di mare tra lo Scoglio Ricco e la baia di Balai lontano. Gli operatori della Guardia costiera hanno recuperato il corpo della donna (aveva i polmoni pieni d’acqua) e lo hanno portato sulla banchina del porto. Momenti drammatici per i familiari e i conoscenti. Grande il dolore anche tra le amiche che tanti anni fa giocavano con lei a pallavolo, incredule per la scomparsa di Sara. E per ricordare la sua bontà e lo star bene assieme di allora, con la loro allenatrice hanno deciso di firmare un pallone da regalarle per l’ultimo viaggio. Un gesto di grande affetto e una dedica sincera per Sara. (g.m.)
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