Mascherine, obbligo a oltranza
di Gianni Bazzoni
Il provvedimento firmato da Campus vale anche all’aperto. «Bloccare i casi prima di aprire le scuole»
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SASSARI. Nuova ordinanza del sindaco di Sassari Nanni Campus per vietare gli assembramenti e potenziare l'uso massiccio della mascherina. E stavolta il provvedimento - in vigore da ieri - non ha al momento una scadenza, cioè resta in vigore “fino a nuova disposizione”.
Oltre a prorogare quanto stabilito con le precedenti delibere, l’ordinanza reintroduce alcune delle prescrizioni previste nei mesi scorsi e ne aggiunge altre, tutte finalizzate a contrastare il diffondersi del coronavirus. Una decisione che il sindaco ha motivato con l'incremento di casi positivi sul territorio e che deve essere necessariamente bloccato, ancora di più in vista dell'apertura delle scuole. E l’utilizzo delle mascherine è l’unico ritenuto in grado di ridurre drasticamente la propagazione di goccioline da parte di individui infetti.
Obblighi. L’ordinanza firmata ieri da Campus prevede l'obbligo «sull’intero territorio comunale di usare mascherine quali protezione delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, parchi) laddove per la natura, idoneità e caratteristiche fisiche di detti luoghi sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale, come fermate di mezzi pubblici, spazi antistanti esercizi commerciali, o uffici pubblici o di interesse pubblico». Il provvedimento ricorda che «l’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie».
Bar e ristoranti. L'ordinanza sottolinea alcuni obblighi a carico dei titolari di esercizi pubblici, come bar e ristoranti. Accorgimenti che in alcuni casi facilitano la tracciabilità delle persone che sono venute a contatto con un individuo infetto, e in altri riducono ulteriormente i rischi di propagazione del virus. «Nei locali adibiti alla ristorazione, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, come pure all’interno di circoli privati per eventi con ristorazione anche solo occasionale, gli esercenti dovranno annotare in un registro il nominativo e il numero di cellulare di ogni cliente, sia di coloro che hanno prenotato che dei clienti occasionali. Gli elenchi dovranno essere tenuti a disposizione degli organi di vigilanza per 14 giorni». Una disposizione specifica è riferita ai tavoli. «Dovranno essere allestiti in modo tale da assicurare costantemente il distanziamento non inferiore a un metro tra i clienti, a eccezione di persone abitualmente conviventi.
Circoli e altri locali. Negli altri locali, adibiti prevalentemente alla somministrazione di bevande, quali bar, pub e, inoltre, nelle pasticcerie, nelle gelaterie e nelle rosticcerie, sia per quanto riguarda i clienti seduti ai tavoli, all’interno come all’esterno del locale, che per quelli che stazionano in piedi in prossimità di tavoli o dei banconi di mescita, deve essere rispettata la distanza interpersonale di almeno un metro, ad eccezione di persone abitualmente conviventi. In tutti i pubblici esercizi, in analogia a quanto disposto per gli istituti scolastici, in tutte le occasioni in cui, per il numero di presenze, si determini il rischio concreto per i clienti di poter avere contatti più ristretti a meno di un metro di distanza interpersonale, anche i clienti che fruiscono del servizio ai tavoli, posti sia all'interno che all'esterno, o dei banconi di mescita, dovranno indossare le mascherine protettive ad eccezione del momento in cui consumano alimenti e le bevande. Tali disposizioni hanno valore anche all’interno di circoli privati in cui si effettui attività di somministrazione per i soci».
Oltre a prorogare quanto stabilito con le precedenti delibere, l’ordinanza reintroduce alcune delle prescrizioni previste nei mesi scorsi e ne aggiunge altre, tutte finalizzate a contrastare il diffondersi del coronavirus. Una decisione che il sindaco ha motivato con l'incremento di casi positivi sul territorio e che deve essere necessariamente bloccato, ancora di più in vista dell'apertura delle scuole. E l’utilizzo delle mascherine è l’unico ritenuto in grado di ridurre drasticamente la propagazione di goccioline da parte di individui infetti.
Obblighi. L’ordinanza firmata ieri da Campus prevede l'obbligo «sull’intero territorio comunale di usare mascherine quali protezione delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, parchi) laddove per la natura, idoneità e caratteristiche fisiche di detti luoghi sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale, come fermate di mezzi pubblici, spazi antistanti esercizi commerciali, o uffici pubblici o di interesse pubblico». Il provvedimento ricorda che «l’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie».
Bar e ristoranti. L'ordinanza sottolinea alcuni obblighi a carico dei titolari di esercizi pubblici, come bar e ristoranti. Accorgimenti che in alcuni casi facilitano la tracciabilità delle persone che sono venute a contatto con un individuo infetto, e in altri riducono ulteriormente i rischi di propagazione del virus. «Nei locali adibiti alla ristorazione, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, come pure all’interno di circoli privati per eventi con ristorazione anche solo occasionale, gli esercenti dovranno annotare in un registro il nominativo e il numero di cellulare di ogni cliente, sia di coloro che hanno prenotato che dei clienti occasionali. Gli elenchi dovranno essere tenuti a disposizione degli organi di vigilanza per 14 giorni». Una disposizione specifica è riferita ai tavoli. «Dovranno essere allestiti in modo tale da assicurare costantemente il distanziamento non inferiore a un metro tra i clienti, a eccezione di persone abitualmente conviventi.
Circoli e altri locali. Negli altri locali, adibiti prevalentemente alla somministrazione di bevande, quali bar, pub e, inoltre, nelle pasticcerie, nelle gelaterie e nelle rosticcerie, sia per quanto riguarda i clienti seduti ai tavoli, all’interno come all’esterno del locale, che per quelli che stazionano in piedi in prossimità di tavoli o dei banconi di mescita, deve essere rispettata la distanza interpersonale di almeno un metro, ad eccezione di persone abitualmente conviventi. In tutti i pubblici esercizi, in analogia a quanto disposto per gli istituti scolastici, in tutte le occasioni in cui, per il numero di presenze, si determini il rischio concreto per i clienti di poter avere contatti più ristretti a meno di un metro di distanza interpersonale, anche i clienti che fruiscono del servizio ai tavoli, posti sia all'interno che all'esterno, o dei banconi di mescita, dovranno indossare le mascherine protettive ad eccezione del momento in cui consumano alimenti e le bevande. Tali disposizioni hanno valore anche all’interno di circoli privati in cui si effettui attività di somministrazione per i soci».
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