Due sassaresi da Formula 1: invadono il mondo con i loro “volantini”
di Giovanni Bua
Cube controls: dal retrobottega del negozio di bici al successo. Producono volanti per le gare simulate, tra i loro clienti anche piloti delle scuderie più famose. «In un anno più 400% di vendite ma resteremo nell’isola»
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SASSARI. Passione, tenacia, intuito e un bel po’ di follia. Sembra una di quelle favole da Silicon Valley, di fortune nate dentro un garage. Ma i protagonisti questa volta sono due sassaresi, che dal retrobottega di un negozio di bici, dentro cui hanno iniziato nel 2016, hanno trasferito il loro sogno in un capannone di Predda Niedda, con 12 persone che ci lavorano, e una crescita talmente tumultuosa da ricevere ordini dai quattro angoli del mondo.
Qualche numero: ordini cresciuti nel periodo marzo-agosto rispetto allo scorso anno del 400 per cento. E 2000 “pezzi” venduti da inizio 2020 con un fatturato che si annuncia raddoppiato. Il prodotto? Volanti per il simracing, gare d’auto virtuali arrivate a un tale grado di precisione nella riproduzione delle caratteristiche dei circuiti, degli assetti dell’auto, del “ritorno” di sensazioni per i piloti, da essere normalmente usate (con simulatori che arrivano a costare anche 150mila euro) dalle scuderie di Formula 1, Nascar e Wtcr per testare le auto e far impratichire i piloti. Ma anche diventati dei veri e propri eventi virtuali, che coinvolgono alcuni dei piloti professionisti più conosciuti al mondo, e milioni di spettatori.
Un mondo che attira l’attenzione di Fabio Sotgiu, 46 anni, titolare della “Ciclobottega”, negozio di bici sassarese, ex pilota e appassionato di motori. E di Massimo Cubeddu, perito elettronico appassionato di simulatori di guida. «È venuto da me – racconta Sotgiu – perché volevano lavorare sui chip che limitano la velocità nelle bici elettriche. Ci siamo messi a parlare di corse, e di corse virtuali. Massimo progettava volanti in modo del tutto artigianale e semplicemente per passione. Abbiamo analizzato il mercato, e pensato che c’era spazio anche per noi».
I due iniziano a lavorare sui “volanti” nei ritagli di tempo. Con Fabio che prepara i primi rendering, e soprattutto il progetto della parte elettronica che permette al volantino di “prendere vita”, di immagazzinare informazioni e settaggi dell’auto, e di restituire a chi guida una sensazione talmente vicina al reale di tutti i particolari di guida e circuito da diventare difficile da distinguere da un giro vero di pista. Le prove durano mesi. «Alla fine – racconta Fabio – abbiamo messo i rendering su facebook. E sono piaciuti. Sono arrivati i primi ordini, via mail. Ed è iniziata la produzione, totalmente artigianale, fatta da noi a Sassari, nel mio retrobottega».
I due crescono e iniziano a mettersi a caccia di finanziamenti, e di vetrine. Nel 2017 arriva il “botto”, una convention a Las Vegas, dove il volantino della “Cube Controls” attira l’attenzione delle grosse casa. E arrivano i primi ordini pesanti. «Tra coloro che utilizzano regolarmente il volante F1 CC – spiega Fabio – spicca il nome di una vera leggenda: Juan Pablo Montoya. Ci sono anche Eduardo Barrichello che sta seguendo le orme del papà Ruben partendo dal correre sulle piste di Simracing e i Fittipaldi Brothers, Enzo e Pietro, nipoti dello storico Wilson, diventati tra gli influencer più emulati del mondo Simracingcon centinaia di migliaia di followers».
Il grande salto è avvenuto. E i volanti, interamente realizzati nel quartier generale di Sassari, approdano in Germania, Olanda, Francia, Spagna, Australia, Stati Uniti. A dare l’ultima accelerata poi arriva il lockdown, che, invitando centinaia di milioni di persone nel mondo a rimanere in casa, fanno registrare una impennata di adesioni agli eSport e al Simracing in particolare. E così, mentre le piattaforme specializzate come Twitch segnavano +50% di iscritti tra marzo e aprile scorsi a Sassari iniziano ad arrivare ordini da Emirati Arabi, Giappone, Sud Corea, Hong Kong, Indonesia, Sud Africa e Russia, e il totale dei paesi serviti tra vendita diretta e resellers arriva a 60. «La richiesta è perennemente in crescita – spiega Fabio Sotgiu – grazie ai nostri 12 specialisti tutti italiani, che ci permettono di competere con player ben più consolidati e strutturati a livello internazionale. Questo grazie al nostro “Italian touch”, con cura del dettaglio e del design affiancati all’alta qualità della componentistica e dei materiali. E tutto a Sassari, dove questo sogno è nato ed è diventata realtà». Perchè una cosa è certa, la Cube Controls non si sposterà dall’Isola. «Ho comprato casa in campagna – chiude Fabio – e arrivo a lavoro in dieci minuti. Non cambierei con nessuno nel mondo. Che, come dimostra la nostra storia, è tutto a portata di un click». Basta crederci, e inziare a correre.
Qualche numero: ordini cresciuti nel periodo marzo-agosto rispetto allo scorso anno del 400 per cento. E 2000 “pezzi” venduti da inizio 2020 con un fatturato che si annuncia raddoppiato. Il prodotto? Volanti per il simracing, gare d’auto virtuali arrivate a un tale grado di precisione nella riproduzione delle caratteristiche dei circuiti, degli assetti dell’auto, del “ritorno” di sensazioni per i piloti, da essere normalmente usate (con simulatori che arrivano a costare anche 150mila euro) dalle scuderie di Formula 1, Nascar e Wtcr per testare le auto e far impratichire i piloti. Ma anche diventati dei veri e propri eventi virtuali, che coinvolgono alcuni dei piloti professionisti più conosciuti al mondo, e milioni di spettatori.
Un mondo che attira l’attenzione di Fabio Sotgiu, 46 anni, titolare della “Ciclobottega”, negozio di bici sassarese, ex pilota e appassionato di motori. E di Massimo Cubeddu, perito elettronico appassionato di simulatori di guida. «È venuto da me – racconta Sotgiu – perché volevano lavorare sui chip che limitano la velocità nelle bici elettriche. Ci siamo messi a parlare di corse, e di corse virtuali. Massimo progettava volanti in modo del tutto artigianale e semplicemente per passione. Abbiamo analizzato il mercato, e pensato che c’era spazio anche per noi».
I due iniziano a lavorare sui “volanti” nei ritagli di tempo. Con Fabio che prepara i primi rendering, e soprattutto il progetto della parte elettronica che permette al volantino di “prendere vita”, di immagazzinare informazioni e settaggi dell’auto, e di restituire a chi guida una sensazione talmente vicina al reale di tutti i particolari di guida e circuito da diventare difficile da distinguere da un giro vero di pista. Le prove durano mesi. «Alla fine – racconta Fabio – abbiamo messo i rendering su facebook. E sono piaciuti. Sono arrivati i primi ordini, via mail. Ed è iniziata la produzione, totalmente artigianale, fatta da noi a Sassari, nel mio retrobottega».
I due crescono e iniziano a mettersi a caccia di finanziamenti, e di vetrine. Nel 2017 arriva il “botto”, una convention a Las Vegas, dove il volantino della “Cube Controls” attira l’attenzione delle grosse casa. E arrivano i primi ordini pesanti. «Tra coloro che utilizzano regolarmente il volante F1 CC – spiega Fabio – spicca il nome di una vera leggenda: Juan Pablo Montoya. Ci sono anche Eduardo Barrichello che sta seguendo le orme del papà Ruben partendo dal correre sulle piste di Simracing e i Fittipaldi Brothers, Enzo e Pietro, nipoti dello storico Wilson, diventati tra gli influencer più emulati del mondo Simracingcon centinaia di migliaia di followers».
Il grande salto è avvenuto. E i volanti, interamente realizzati nel quartier generale di Sassari, approdano in Germania, Olanda, Francia, Spagna, Australia, Stati Uniti. A dare l’ultima accelerata poi arriva il lockdown, che, invitando centinaia di milioni di persone nel mondo a rimanere in casa, fanno registrare una impennata di adesioni agli eSport e al Simracing in particolare. E così, mentre le piattaforme specializzate come Twitch segnavano +50% di iscritti tra marzo e aprile scorsi a Sassari iniziano ad arrivare ordini da Emirati Arabi, Giappone, Sud Corea, Hong Kong, Indonesia, Sud Africa e Russia, e il totale dei paesi serviti tra vendita diretta e resellers arriva a 60. «La richiesta è perennemente in crescita – spiega Fabio Sotgiu – grazie ai nostri 12 specialisti tutti italiani, che ci permettono di competere con player ben più consolidati e strutturati a livello internazionale. Questo grazie al nostro “Italian touch”, con cura del dettaglio e del design affiancati all’alta qualità della componentistica e dei materiali. E tutto a Sassari, dove questo sogno è nato ed è diventata realtà». Perchè una cosa è certa, la Cube Controls non si sposterà dall’Isola. «Ho comprato casa in campagna – chiude Fabio – e arrivo a lavoro in dieci minuti. Non cambierei con nessuno nel mondo. Che, come dimostra la nostra storia, è tutto a portata di un click». Basta crederci, e inziare a correre.
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