Usini, Antonio Brundu si ricandida

Il sindaco uscente cerca la riconferma ma la sua rischia di essere l’unica lista

USINI. Il sindaco Antonio Brundu si ricandiderà: lo ha ufficializzato, insieme ai nomi della squadra, nei giorni scorsi con un post su Facebook. Sarà ancora una volta alla guida di una lista civica che però, e questa sarebbe una prima volta per il paese, potrebbe essere l’unica presente alla tornata elettorale di fine ottobre. Il termine per la presentazione delle liste scadrà tra due settimane (il 25 settembre) e all’orizzonte non sembrano esserci segnali di una lista antagonista.

Fatto che porterebbe anche una conseguenza poco piacevole: il rischio di ritrovarsi con il commissario prefettizio. La legge per i paesi fino a 15mila abitanti prevede infatti che il sindaco debba essere eletto con un numero di voti non inferiore al cinquanta per cento dei votanti e il numero dei votanti non sia stato inferiore al cinquanta per cento degli elettori iscritti nelle liste.

Da notare che, cinque anni fa (le elezioni si svolsero nel giugno del 2015), erano tre le liste in campo: “Civicamente Usini” guidata proprio da Brundu, poi “Usini, bene in Comune” guidata da Antonella Carroni e “Per Usini, pensiamo e cresciamo insieme” guidata da Michele Virdis. Brundu aveva vinto con poco più di 1000 voti su 3642 iscritti alle liste elettorali, numeri che in questo caso non gli basterebbero; i votanti erano stati invece circa 2500 e questo fa capire che la sfida per il paese sarà quella prima di tutto di scongiurare l’arrivo del commissario attraverso una massiccia partecipazione al voto.

Antonio Brundu si getta nella competizione con entusiasmo. La sua elezione aveva segnato un campo di rotta in paese (i suoi due rivali erano entrambi assessori uscenti nella giunta guidata da Peppino Achenza, storico sindaco del paese decudeto qualche anno fa) e le sue dichiarazioni sono state all’insegna della continuità: «Sono stati 5 anni intensi, quelli dal 2015 al 2020, durante i quali mi sono ritrovato ad essere la guida di un paese come Usini, accompagnato da splendidi compagni di viaggio con i quali abbiamo riso, pianto, sofferto e gioito, proprio come accade nelle nostre famiglie. Lo abbiamo fatto, e lo facciamo, ancora oggi, ai tempi del Covid in un momento dove la nostra unica missione è proteggere la comunità di Usini e superare questa difficile pandemia. Siamo convinti che questa scelta, oltre che essere di natura politica, sia più una missione da portare avanti nella propria realtà, a prescindere dai colori e dalle appartenenze. Mettersi al servizio del proprio paese, nella consapevolezza di quanti bocconi amari abbiamo ingoiato e di quanti ancora dovremo ingoiarne, deve essere un atto di amore e di appartenenza alla comunità».



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