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Sassari

La coalizione civica ora si ribella

La coalizione civica ora si ribella

Contestato il metodo usato dal centrodestra per la scelta del candidato sindaco

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PORTO TORRES. I rappresentanti della coalizione civica autonomista (lista civica Franco Satta sindaco, Partito dei Sardi, Fortza Paris, Obiettivo Comune, Impresa Comune) non condividono il metodo adottato dal centrodestra per l’individuazione del candidato sindaco.

La coalizione si è quindi riunita domenica sera in assemblea e al termine dell’incontro – durante il quale si è discusso proprio del contestato metodo di scelta – ha ribadito quanto detto nelle scorse settimane: «L’unico nome sul tavolo era quello di Franco Satta, indicato all’unanimità dai coordinatori cittadini della coalizione civica autonomista, mentre noi non siamo mai stati posti in condizione di conoscere il nome o meglio i nomi dei candidati sindaco espressione della coalizione della maggioranza dei partiti di centrodestra».

La coalizione civica ha voluto aggiungere inoltre che «non è mai stata concordata in nessun tavolo l’integrazione delle liste civiche – spiegano in una nota – e che pertanto questa proposta non è stata mai accolta dai rappresentanti delle stesse liste civiche».

L’apertura della coalizione di centrodestra a tre liste della coalizione civica, dichiarata dal consigliere regionale Antonello Peru, si è dunque azzerata dopo l’enclave domenicale dei civici.

«In assenza di questo criterio di trasparenza ed equità – dicono i rappresentati della coalizione civica – restiamo convinti che il nome di una figura fondamentale per il governo della città deve essere deciso a Porto Torres e non in altre sedi con una rosa di nomi».

Da qui la decisione venuta fuori dall’incontro di domenica scorsa che suona come una sorta di sentenza: «Comunichiamo quindi che in questo caso non esistono i presupposti per la prosecuzione delle trattative».

Resta comunque il fatto che il coordinamento delle liste civiche identitarie, nel rispetto dei principi da loro stessi prestabiliti, ritiene che «ci siano i margini per dialogare con altre realtà politiche che possono condividere dei punti progettuali e programmatici e con le quali si individuano degli obiettivi da raggiungere». (g.m.)

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