La fuga di Johnny, nell'interrogatorio l'ergastolano fa scena muta

Mastini nella sala Gup

Panei, accusato di favoreggiamento: "Non lo conosco". Il gip conferma per lui i domiciliari

SASSARI. Dopo l'udienza di convalida di ieri 17 settembre, il giudice,  oltre alla scontata detenzione in carcere per Mastini noto Johnny lo zingaro, ha confermato anche i domiciliari per Lorenzo Panei, accusato di favoreggiamento.

Ieri in accordo con il suo difensore, l’avvocato Dionigi Porcu, Giuseppe Mastini ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Johnny non ha voluto spiegare al gip Spanu il motivo di un’evasione che appare senza senso, visto che da febbraio il 60enne di origine sinti avrebbe potuto ottenere la semilibertà. Ma alla luce dell’imminente trasferimento in un altro carcere dell’isola prende sempre più corpo l’ipotesi che l’ergastolano che ha terrorizzato Roma negli anni ’70 e ’80, ma che ora si dice profondamente cambiato, abbia voluto attirare l’attenzione su di sé proprio per cambiare aria.

A fine mattinata nella stessa aula si è svolta l’udienza per Lorenzo Panei, 51 anni,  accusato di favoreggiamento per aver dato ospitalità al fuggiasco. Difeso dagli avvocati Paolo Spano e Marco Andrea Piras, Panei a differenza di Mastini ha invece deciso di rispondere alle domande del gip. «Con questa storia non c’entro niente – ha detto Panei – “Johnny lo Zingaro” non so chi sia, non l’ho mai visto. Quel deposito è mio certo – ha ammesso l’impresario – ma vi hanno accesso decine di persone, qualcuno può avercelo accompagnato».

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