Rissa al centro migranti, 16 a processo
di Nadia Cossu
Sassaresi e stranieri si pestarono e aggredirono il direttore della struttura
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il 27 ottobre del 2017 sassaresi e migranti se le diedero di santa ragione. Armati di spranghe di ferro, roncole e altre armi, si erano massacrati di botte fuori dal centro di accoglienza Pime, nel quartiere di Santa Maria di Pisa. Si erano lanciati addosso pietre, mattoni, bottiglie e petardi. Una vera guerriglia urbana che aveva fatto finire in ospedale molti dei partecipanti con contusioni, fratture, escoriazioni e traumi importanti in tutto il corpo.
Nella stessa occasione sei sassaresi avevano colpito l’automobile del direttore del centro di accoglienza, Pierpaolo Cermelli, (che si trovava all’interno della macchina) con un mazzo di chiavi rivolgendosi a lui con questa espressione: «È lui il magnaccio che dirige il Pime». Avevano quindi circondato l’auto e avevano cominciato a colpirla con calci e oggetti appuntiti inveendo nei confronti dell’uomo e scagliandosi violentemente contro la macchina. Tanto che Cermelli era stato costretto a fermarsi e gli erano stati strappati gli occhiali da vista.
Per quella vicenda sono finiti a processo con le accuse di rissa e violenza privata Marco Mauro Macciocu, Gavino Toschi Pilo, Mario Concas, Giovanni Antonio Piredda, Alessandro Nuvoli, Stefano Sedda, Claudio Cadinu, Antonia Palmas, Salvatore Vacca, Luciano Simula, Sanna Fatajo, Savane Mamourou, Lamin Jatta, Alpha Bah, Feindama Biave e Hagie Conteh.
Tutti gli imputati sono assistiti dagli avvocati Marco Palmieri, Giuseppe Onorato, Giulia Manca, Mariano Mameli, Sabrina Mura, Pierluigi Olivieri, Letizia Doppiu Anfossi, Gabriela Pinna Nossai, Pasquale Gigliotti e Pier Battista Mura.
Due giorni fa, davanti al giudice Mauro Pusceddu, si è aperta l’istruttoria dibattimentale e il processo è stato aggiornato al primo aprile del 2021 quando saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa.
Nella stessa occasione sei sassaresi avevano colpito l’automobile del direttore del centro di accoglienza, Pierpaolo Cermelli, (che si trovava all’interno della macchina) con un mazzo di chiavi rivolgendosi a lui con questa espressione: «È lui il magnaccio che dirige il Pime». Avevano quindi circondato l’auto e avevano cominciato a colpirla con calci e oggetti appuntiti inveendo nei confronti dell’uomo e scagliandosi violentemente contro la macchina. Tanto che Cermelli era stato costretto a fermarsi e gli erano stati strappati gli occhiali da vista.
Per quella vicenda sono finiti a processo con le accuse di rissa e violenza privata Marco Mauro Macciocu, Gavino Toschi Pilo, Mario Concas, Giovanni Antonio Piredda, Alessandro Nuvoli, Stefano Sedda, Claudio Cadinu, Antonia Palmas, Salvatore Vacca, Luciano Simula, Sanna Fatajo, Savane Mamourou, Lamin Jatta, Alpha Bah, Feindama Biave e Hagie Conteh.
Tutti gli imputati sono assistiti dagli avvocati Marco Palmieri, Giuseppe Onorato, Giulia Manca, Mariano Mameli, Sabrina Mura, Pierluigi Olivieri, Letizia Doppiu Anfossi, Gabriela Pinna Nossai, Pasquale Gigliotti e Pier Battista Mura.
Due giorni fa, davanti al giudice Mauro Pusceddu, si è aperta l’istruttoria dibattimentale e il processo è stato aggiornato al primo aprile del 2021 quando saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
