Furto di gioielli a un vedovo, 51enne prosciolta
La donna era accusata di aver rubato a Ploaghe i monili della moglie defunta del suo compagno
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PLOAGHE. Madre e figlia erano state condannate in primo grado per furto in abitazione e ricettazione. Ora in appello la prima è stata prosciolta per difetto di querela. Secondo l’accusa, nel 2012, le due avrebbero rubato i gioielli della moglie defunta di un 53enne di Ploaghe. In particolare la madre – Anna Carner, 51enne di Valledoria – aveva avuto una relazione con il vedovo ed era andata a vivere da lui. La coppia stava insieme da circa un mese e la convivenza era iniziata dopo circa venti giorni. Passata poco più di una settimana l’uomo si era reso conto che dal cassetto del comò della camera da letto era sparito un sacchetto dove erano custoditi i gioielli della moglie scomparsa. Subito aveva sospettato della compagna, perché non poteva essere che i suoi figli avessero rubato un ricordo così prezioso della loro madre, monili che per giunta erano lì da tempo. E così il 53enne aveva sporto denuncia ai carabinieri di Ploaghe. Le indagini avevano portato alla Carner e alla figlia Valentina Dettori (di 25 anni), quest’ultima accusata di aver rivenduto i gioielli in un Compro oro di Valledoria mettendosi in tasca quasi 4mila euro. In primo grado erano state condannate rispettivamente a 10 e 6 mesi di reclusione. L’avvocato difensore Luca Diaz ha presentato ricorso in appello e il collegio presieduto da Plinia Azzena (a latere Capitta e Caleffi) alcuni giorni fa ha riqualificato per la Carner il furto in abitazione in furto semplice che è procedibile a querela, che nel caso specifico non c’era. Il pg Roberta Pischedda ha chiesto il proscioglimento, sccordato dal collegio. Mentre per la Dettori è stata confermata la condanna a sei mesi. (na.co.)
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