Scuola media trasferita è polemica a Florinas
di Mauro Tedde
I consiglieri di minoranza Era e Mulas: «Così il Comune rinuncia a un servizio Mandare gli alunni a Codrongianos è un disagio e il costo dei trasporti salirà»
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FLORINAS. Polemiche a Florinas per il trasferimento della scuola media in quella di Codrongianos. Con una lettera indirizzata ai residenti i consiglieri di minoranza Marcella Mulas e Davide Era hanno protestato per questa decisione che, secondo loro, sindaco e amministrazione comunale hanno preso nel silenzio più totale e senza il coinvolgimento della popolazione.
«Hanno voluto rinunciare volontariamente a un servizio essenziale come la scuola – scrivono Mulas e Era –, un’istituzione presente a Florinas da oltre 60 anni e questo nonostante i numeri dessero ancora la possibilità di mantenere la scuola in paese».
Ora gli studenti dovranno prendere il pullman alle 8 del mattino per raggiungere la scuola di Codrongianos. «Il sindaco e l’amministrazione comunale – scrivono i due consiglieri – hanno il dovere di difendere sino allo stremo i servizi presenti nella propria comunità e non rinunciarci senza colpo ferire. L’amministrazione precedente ha sempre lavorato per contrastare il pericolo della chiusura della scuola nella nostra comunità. Tra l’altro questa scelta assurda è stata fatta anche sbagliando i tempi perché in un momento di emergenza sanitaria potevano essere messe in campo richieste di deroga sui numeri degli alunni nei piccoli Comuni, per mantenere in sicurezza i servizi scolastici così come hanno fatto tantissimi Comuni in tutta Italia».
Invece il Comune di Florinas, secondo quanto affermano i consiglieri dell’opposizione, ha chiuso l’accordo con quello di Codrongianos e nella convenzione viene fatto risultare che la scuola media di Florinas è stata chiusa a causa del piano di ridimensionamento regionale.
«Eppure l’assessore regionale Biancareddu in conferenza stampa sull’approvazione del piano scolastico 2020-2021 ha affermato che nessuna scuola sarebbe stata chiusa: chi non dice la verità? Inoltre – precisano Mulas e Era – la convenzione con il Comune di Florinas comporta l’aggravio dei problemi per le famiglie perché si prevede una contribuzione per il costo del trasporto e maggiori rischi per gli studenti a casa delle ridotte distanze di sicurezza a bordo del mezzo di trasporto. Insomma si rinuncia per sempre alla scuola e ci si accolla anche il costo del trasporto dei ragazzi. Oltre il danno insomma anche la beffa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Hanno voluto rinunciare volontariamente a un servizio essenziale come la scuola – scrivono Mulas e Era –, un’istituzione presente a Florinas da oltre 60 anni e questo nonostante i numeri dessero ancora la possibilità di mantenere la scuola in paese».
Ora gli studenti dovranno prendere il pullman alle 8 del mattino per raggiungere la scuola di Codrongianos. «Il sindaco e l’amministrazione comunale – scrivono i due consiglieri – hanno il dovere di difendere sino allo stremo i servizi presenti nella propria comunità e non rinunciarci senza colpo ferire. L’amministrazione precedente ha sempre lavorato per contrastare il pericolo della chiusura della scuola nella nostra comunità. Tra l’altro questa scelta assurda è stata fatta anche sbagliando i tempi perché in un momento di emergenza sanitaria potevano essere messe in campo richieste di deroga sui numeri degli alunni nei piccoli Comuni, per mantenere in sicurezza i servizi scolastici così come hanno fatto tantissimi Comuni in tutta Italia».
Invece il Comune di Florinas, secondo quanto affermano i consiglieri dell’opposizione, ha chiuso l’accordo con quello di Codrongianos e nella convenzione viene fatto risultare che la scuola media di Florinas è stata chiusa a causa del piano di ridimensionamento regionale.
«Eppure l’assessore regionale Biancareddu in conferenza stampa sull’approvazione del piano scolastico 2020-2021 ha affermato che nessuna scuola sarebbe stata chiusa: chi non dice la verità? Inoltre – precisano Mulas e Era – la convenzione con il Comune di Florinas comporta l’aggravio dei problemi per le famiglie perché si prevede una contribuzione per il costo del trasporto e maggiori rischi per gli studenti a casa delle ridotte distanze di sicurezza a bordo del mezzo di trasporto. Insomma si rinuncia per sempre alla scuola e ci si accolla anche il costo del trasporto dei ragazzi. Oltre il danno insomma anche la beffa».
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