Sassari, roghi nel campo nomadi: «Inquinavano per il rame»
Sono tredici le persone finite a processo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla gestione di discarica non autorizzata, oltre alla ricettazione e alla combustione illecita di rifiuti
SASSARI. Cartone, cavi di gomma e plastica, indumenti, mobili in disuso, pneumatici. Bruciavano rifiuti di ogni genere a tutte le ore del giorno e della notte. E il fumo generato da questi roghi, con il suo odore nauseabondo, si sollevava denso sino a rendere irrespirabile e nociva l’aria dell'intera zona intorno al campo nomadi di Piandanna, alla periferia ovest di Sassari, dove ci sono svariati palazzi e persino le cliniche dell’Azienda ospedaliero universitaria, con i reparti di Neonatologia e di Terapia intensiva continuamente a rischio evacuazione proprio a causa della tossicità prodotta da quegli incendi.
Tra i motivi principali di quei roghi continui – è emerso durante il processo che si sta celebrando davanti al tribunale di Sassari – c’era il bisogno di ricavare rame da rivendere in fretta al mercato nero in cui è richiestissimo.
Sono tredici, dodici di origine bosniaca e uno di origine irachena, le persone finite a processo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla gestione di discarica non autorizzata, oltre alla ricettazione e alla combustione illecita di rifiuti.
Nel corso della prossima udienza saranno sentiti come testimoni due addetti alla manutenzione della rete pubblica del Comune che accertarono il furto di guaine e cavi dai quali veniva estratto il rame. Nel corso dell’inchiesta condotta dai carabinieri del Noe – e che cinque anni fa aveva portato agli arresti – erano state effettuate oltre ottanta acquisizioni video, grazie alle quali era stato possibile risalire sia ai presunti responsabili dei reati contestati (tutti identificati e riconosciuti nel corso dei diversi accessi che i carabinieri facevano all’interno del campo nomadi) sia addebitare agli indagati almeno 95 roghi, 40 dei quali di notte in soli 65 giorni. Media da brividi: 1,5 incendi al giorno. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Marco Palmieri, Cinzia Cossu, Nicola Lucchi Clemente, Daniela Masala, Sabrina Mura e Cristina Chessa. (l.f.)
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