La Nuova Sardegna

Sassari

Studenti ammassati sugli autobus

di Giovanni Bua
Studenti ammassati sugli autobus

Il presidente Atp Depperu: «La capienza è giusta, ma i ragazzi non rispettano il distanziamento»

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SASSARI. Mezzi Atp strapieni di studenti, accalcati vicino ai finestrini, che chiacchierano aspettando di raggiungere le scuole ai quattro angoli della città. Sono molte le segnalazioni che arrivano, alla Nuova Sardegna, ma anche alla stessa azienda. Tanto da convincere il presidente Paolo Depperu a scendere in campo in prima persona. Per tranquillizzare le famiglie, e la cittadinanza, e spiegare cosa l’azienda sta facendo per gestire il trasporto studenti in era Covid.

«Quella dell’affollamento – sottolinea – è una falsa percezione. Le regole statali e regionali, che noi rispettiamo alla lettera, sono stringenti. E ci consentono di “riempire” un bus all’80 per cento. Un autobus di 12 metri che normalmente porta 110 persone potrebbe contenerne 84. Inoltre in città non rileviamo mai situazioni come queste, analizzando infatti i contapasseggeri non arriviamo mai a superare il 60 per cento della capienza. Capisco comunque che vedere 60 persone su un bus possa fare impressione in questo periodo».

Impressione che arriva per la mancanza, soprattutto tra ragazzi, del distanziamento interno al mezzo, raramente rispettato. Su cui l’Atp, che ha il compito di “contare” i passeggeri e controllare che abbiano la mascherina, ha poche possibilità di intervenire. «Ci sono i nostri addetti – fanno sapere dall’azienda – che salgono su mezzi a campione e hanno principalmente il compito di verificare i biglietti. Se poi qualcuno è senza mascherina, come è già successo, ci si ferma e si fanno intervenire le forze dell’ordine, con il reato che si configura che è l’interruzione di pubblico servizio. Per il distanziamento purtroppo non possiamo andare oltre a una accorata raccomandazione, che facciamo di nuovo ai ragazzi e a tutti i passeggeri».».

Sulle “scelte” fatte da Atp per garantire il trasporto per tutti senza sforare con le capienze il lavoro d’altronde: «È stato certosino – spiega Depperu – dopo aver analizzato i dati di frequentazione in periodo pre Covid, sono state individuate le corse su cui si sarebbe potuto verificare il superamento della capacità disponibile e, in corrispondenza di quelle critiche è stato attivato il cosiddetto raddoppio. In sostanza il mezzo di linea è stato accoppiato a un altro veicolo di egual misura conseguendo un raddoppio della capacità. Si è fatta poi un’analisi della distribuzione dei centri scolastici più attrattivi. Quello di maggiore densità è Latte Dolce, con l’Istituto Alberghiero, lo Scientifico, il Tecnico Agrario. Questa zona, oltre che da alcuni bus scolastici già previsti, è servita da numerose linee, alcune delle quali ad elevata frequenza (ad esempio la 25). Tuttavia si è ritenuto opportuno raddoppiare numerose corse delle linee che servono il quartiere».

«Nella parte centrale della città ci sono invece l’Istituto Magistrale e i Tecnici – continua –. Anche in questo caso la zona è servita da diverse linee a frequenza (1-22-7-6-25) per le quali si è adottata la tecnica del doppio mezzo. Per la sede periferica dell’Istituto d’Arte a Scala di Giocca, è servita strutturalmente dalla sola 7 e da alcune corse della 25. Anche in questo caso il trasporto degli studenti viene facilitato dall’utilizzo di 2 mezzi nelle corse che ricadono negli orari di ingresso e di uscita. Per la parte alta della città (Via de Carolis - Luna e Sole – Istria), sede di alcuni Licei fra cui quello musicale e coreutico è stato necessario provvedere ad ulteriori rinforzi nella direttrice Luna e Sole-Centro. Discorso a parte va fatto per la linea 8 in partenza da Piazza Stazione. Che esercita con un mezzo da 7 metri visto che passa al centro storico. Per questo abbiamo doppiato per intero quasi tutte le corse di una delle vetture e teniamo sempre pronto un mezzo a partire dal capolinea»».

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