La locomotiva del Coros prova a rimettersi in moto
di Giovanni Bua
Due gli sfidanti in campo per contendersi la guida della “roccaforte rossa” L’uscente Antonio Sau dovrà difendersi dall’assalto di Manuela Soro
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INVIATO A ITTIRI. Mattoni, carciofi e politica. Ittiri prova a rinverdire i fasti degli ultimi tre decenni del ’900. Quando il capoluogo del Coros era locomotiva “a piena occupazione” del Sassarese, con le sue imprese edili, la fiorente agricoltura, e la sua “passionaccia” per la cosa pubblica, che l’aveva portata a sfornare uno dei campioni della politica della fine del secolo scorso, l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, ma anche a guadagnarsi il titolo di “roccaforte rossa” del nord dell’Isola.
Una comunità operosa e intraprendente che nel mentre però ha fatto i conti con una crisi strisciante e sempre più pesante. Che prima ha colpito le imprese che hanno costruito mezza Alghero e interi quartieri di Sassari (via Napoli viene scherzosamente definita “little Ittiri”) che hanno via via chiuso i battenti, insieme ad altre 80 attività che hanno abbassato le serrande negli ultimi 10 anni. Poi il “re carciofo”, solo in parte sostituito da vite e ulivo. E infine la vecchia “passionaccia” che si è dispersa nei rivoli degli scontri tra clan, che hanno finito per mettere in disarmo il laboratorio politico che ai tempi di Salvatore Lorelli sperimentò, primo in Italia, il “compromesso storico” e che si vantava di essere sempre indicatore delle future tendenze regionali e nazionali. Il tutto aggravato da una crisi di vocazione di una intera generazione che ingrossa le schiere dei Neet (ragazzi che non studiano e non lavorano) e fa salire le statistiche del disagio sociale.
E proprio a loro, ai giovani, hanno deciso di rivolgersi con decisione i due candidati per la poltrona di primo cittadino. Che, nelle loro ricette per il rilancio ma anche nella composizione delle liste, molto hanno guardato ai millenials ittiresi, cercando di renderli protagonisti di una campagna elettorale che si risolverà, come sempre d’altronde, con una conta all’ultimo voto.
A sfidarsi sono in due. Il primo è il sindaco uscente Antonio Sau, imprenditore 40enne, artefice del miracolo di aver riunito, dopo qualche lustro di liti, tutte le sigle del centrosinistra. E di aver “sfondato” al centro alleandosi con i Riformatori dell’ittirese di adozione Vincenzo Corrias (coordinatore provinciale del partito, attuale capo di gabinetto dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Roberto Frongia ma soprattutto storica guida della segreteria di Beppe Pisanu). E mettendo in cascina anche l’appoggio di parte del Psd’Az, ufficialmente «equidistante» ma in realtà spaccato in due.
La seconda è Manuela Soro, dipendente pubblica di 47 anni, sicuramente non sgradita al centrodestra cittadino, per cui corse (perdendo di 3 voti con Tonino Orani) nel 2005, solida tradizione familiare socialista, legata da rapporti di amicizia personale con l’ex sindaco di Alghero, il forzista Marco Tedde, e con l’attuale presidente del consiglio regionale, il leghista Michele Pais (che per lei ha fatto un, non ufficiale, endorsement). Ma per nulla pronta a farsi incasellare da una parte sola, anche perché cala in lista l’ex sindaco Gianni Senes, esponente di spicco di quella “sinistra critica” che più volte negli anni a Ittiri ha incrociato i ferri con le sigle ufficiali.
Due civiche insomma, come si usa ormai da tempo, saldamente radicate sì nelle “correnti” politiche cittadine (con i partiti a fare capolino), e nelle dinamiche degli storici gruppi familiari e amicali, che però si spacchettano talmente tanto da rendere difficili le catalogazioni. Che nessuno, peraltro, agogna di avere, visto che la posta in campo è conquistare una generazione che dei “cartellini” novecenteschi poco sanno e ancora meno si interessano.
UNITI PER FARE. Sedici i candidati in lista tra cui sei uscenti (otto donne e otto uomini) supporteranno il sindaco uscente Antonio Sau. «L'idea di crescere con il nostro paese per migliorarlo e renderlo il punto di riferimento per il presente di ogni cittadino è germogliata giorno per giorno – spiega – con l'impegno civico, con la voglia di lavorare per lo sviluppo del paese. Il nostro percorso è iniziato cinque anni fa e da allora ci siamo Uniti per Fare di Ittiri una comunità coesa, moderna, consapevole delle proprie potenzialità e dei propri punti deboli da migliorare con azioni precise e concrete».
Il fiore all’occhiello politico è: «Avere di nuovo unito tutto il centrosinistra. Ma anche l’alleanza con i Riformatori. Da una parte c’è infatti una sorta di riconoscenza verso Ittiri di Vincenzo Corrias, che ci ha permesso di lavorare molto bene con l’assessorato regionale, e mettere a correre importanti opere pubbliche, che hanno fatto migliorare molto Ittiri sotto il punto di vista del decoro, e ci hanno fatto riconquistare importanti spazi, chiusi a volte per decenni. Dall’altra il senso politico di un’alleanza che, come spesso è stato per Ittiri, sarà a mio avviso apripista di un posizionamento simile dei Riformatori anche a livello regionale».
Dal punto di vista amministrativo: «In questi anni a Ittiri abbiamo portato fondi per 19 milioni, riaperto la chiesa di San Giovanni, sostanziato risorse per il rifacimento della condotta della valle dei Giunchi, messo in sicurezza la diga, stiamo lavorando per il rinnovo di tutti i segmenti della depurazione per il riutilizzo delle acque reflue, abbiamo sistemato le strade, e messo in piedi il progetto per un grande polo culturale intorno a piazza Odeon, con la congiunzione tra biblioteca Francescana (finanziata), museo del Coros (finanziato) e un varco pedonale per il teatro Stiamo facendo, e continueremo a fare». Sui giovani poi: «Contesto la visione dei miei competitori, che parla di disagio, devianza, allarme sociale. Io non nascondo i problemi, anzi cerco di risolverli. Ad esempio con l’apertura di un centro polifunzionale per la formazione dei giovani ittiresi nell’ex mattatoio che faremo grazie a 2 milioni di fondi della presidenza del consiglio dei ministri sulle aree degradate, che Ittiri ha preso unico insieme a soli altri 4 Comuni dell’Isola. Però rimango convinto che la nostra gioventù sia un esempio, un fiore da coltivare, non un problema».
SIAMO ITTIRI. Otto uomini e otto donne anche nella lista che appoggia Manuela Soro al motto di #nessunosisentaescluso. «Abbiamo cercato di cambiare il paradigma di partenza – spiega – non siamo andati a caccia di candidati. Ma di problemi, e delle giuste soluzioni. Chi ci ha preceduto ha pensato solo alle opere pubbliche, che sono l’involucro di una città. Noi invece abbiamo posto l’accento su chi la abita. Mettendoci in ascolto. Pronti a dire le cose come stanno davvero, Ci è voluto coraggio, ma è la strada giusta da seguire».
Nessuna auto assoluzione insomma. «Il grande passato di Ittiri non è in discussione – continua Soro - come non lo sono le capacità dei suoi abitanti. È vero però che sui 12 comuni del Corso siamo quello che si spopola più rapidamente, siamo uno dei 4 paesi della provincia con più segnalazioni di reati alla Procura dei minori, i giovani che non studiano e non lavorano sono più che nel resto della regione, siamo entrati nel bando sulle periferie degradate del Ministero più che per meriti per i nostri indicatori disastrosi».
Le soluzioni? «Il nostro programma è frutto di un analisi approfondita dei tanti problemi che ci attanagliano da tempo. E delle risorse e strumenti necessari per risolverli, che abbiamo già individuato. È un programma ambizioso ma con i piedi piantati per terra. Tutto ruota intorno al concetto di comunità, occasione di sviluppo sociale ed economica. Comunità energetiche per promuovere un paese sostenibile, cooperative di comunità che ci permetteranno che siano i cittadini a gestire i luoghi, gli spazi ad essere motore di sviluppo».
«E poi il centro Aspal – continua – che nascerà a Ittiri, l’Eurodesk per i giovani, l’impegno di mettere in rete le ricchezze del paese per creare nuove opportunità per le nuove generazioni. Ma anche attenzione per gli anziani: è arrivato il momento di uscire dall’atrio comunale e avere di nuovo una sede. E poi ospedale, centro storico, educazione di strada con il gruppo Abele, sviluppo sostenibile con la gestione dei rifiuti, l’agricoltura periurbana e sociale».
«E chiaramente la cultura – chiude Soro – con un piano strategico per la promozione del territorio, un vero e proprio “city brand”. Il tutto con la voglia di guardare in faccia i problemi, e con umiltà, consapevolezza e determinazione, risolverli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una comunità operosa e intraprendente che nel mentre però ha fatto i conti con una crisi strisciante e sempre più pesante. Che prima ha colpito le imprese che hanno costruito mezza Alghero e interi quartieri di Sassari (via Napoli viene scherzosamente definita “little Ittiri”) che hanno via via chiuso i battenti, insieme ad altre 80 attività che hanno abbassato le serrande negli ultimi 10 anni. Poi il “re carciofo”, solo in parte sostituito da vite e ulivo. E infine la vecchia “passionaccia” che si è dispersa nei rivoli degli scontri tra clan, che hanno finito per mettere in disarmo il laboratorio politico che ai tempi di Salvatore Lorelli sperimentò, primo in Italia, il “compromesso storico” e che si vantava di essere sempre indicatore delle future tendenze regionali e nazionali. Il tutto aggravato da una crisi di vocazione di una intera generazione che ingrossa le schiere dei Neet (ragazzi che non studiano e non lavorano) e fa salire le statistiche del disagio sociale.
E proprio a loro, ai giovani, hanno deciso di rivolgersi con decisione i due candidati per la poltrona di primo cittadino. Che, nelle loro ricette per il rilancio ma anche nella composizione delle liste, molto hanno guardato ai millenials ittiresi, cercando di renderli protagonisti di una campagna elettorale che si risolverà, come sempre d’altronde, con una conta all’ultimo voto.
A sfidarsi sono in due. Il primo è il sindaco uscente Antonio Sau, imprenditore 40enne, artefice del miracolo di aver riunito, dopo qualche lustro di liti, tutte le sigle del centrosinistra. E di aver “sfondato” al centro alleandosi con i Riformatori dell’ittirese di adozione Vincenzo Corrias (coordinatore provinciale del partito, attuale capo di gabinetto dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Roberto Frongia ma soprattutto storica guida della segreteria di Beppe Pisanu). E mettendo in cascina anche l’appoggio di parte del Psd’Az, ufficialmente «equidistante» ma in realtà spaccato in due.
La seconda è Manuela Soro, dipendente pubblica di 47 anni, sicuramente non sgradita al centrodestra cittadino, per cui corse (perdendo di 3 voti con Tonino Orani) nel 2005, solida tradizione familiare socialista, legata da rapporti di amicizia personale con l’ex sindaco di Alghero, il forzista Marco Tedde, e con l’attuale presidente del consiglio regionale, il leghista Michele Pais (che per lei ha fatto un, non ufficiale, endorsement). Ma per nulla pronta a farsi incasellare da una parte sola, anche perché cala in lista l’ex sindaco Gianni Senes, esponente di spicco di quella “sinistra critica” che più volte negli anni a Ittiri ha incrociato i ferri con le sigle ufficiali.
Due civiche insomma, come si usa ormai da tempo, saldamente radicate sì nelle “correnti” politiche cittadine (con i partiti a fare capolino), e nelle dinamiche degli storici gruppi familiari e amicali, che però si spacchettano talmente tanto da rendere difficili le catalogazioni. Che nessuno, peraltro, agogna di avere, visto che la posta in campo è conquistare una generazione che dei “cartellini” novecenteschi poco sanno e ancora meno si interessano.
UNITI PER FARE. Sedici i candidati in lista tra cui sei uscenti (otto donne e otto uomini) supporteranno il sindaco uscente Antonio Sau. «L'idea di crescere con il nostro paese per migliorarlo e renderlo il punto di riferimento per il presente di ogni cittadino è germogliata giorno per giorno – spiega – con l'impegno civico, con la voglia di lavorare per lo sviluppo del paese. Il nostro percorso è iniziato cinque anni fa e da allora ci siamo Uniti per Fare di Ittiri una comunità coesa, moderna, consapevole delle proprie potenzialità e dei propri punti deboli da migliorare con azioni precise e concrete».
Il fiore all’occhiello politico è: «Avere di nuovo unito tutto il centrosinistra. Ma anche l’alleanza con i Riformatori. Da una parte c’è infatti una sorta di riconoscenza verso Ittiri di Vincenzo Corrias, che ci ha permesso di lavorare molto bene con l’assessorato regionale, e mettere a correre importanti opere pubbliche, che hanno fatto migliorare molto Ittiri sotto il punto di vista del decoro, e ci hanno fatto riconquistare importanti spazi, chiusi a volte per decenni. Dall’altra il senso politico di un’alleanza che, come spesso è stato per Ittiri, sarà a mio avviso apripista di un posizionamento simile dei Riformatori anche a livello regionale».
Dal punto di vista amministrativo: «In questi anni a Ittiri abbiamo portato fondi per 19 milioni, riaperto la chiesa di San Giovanni, sostanziato risorse per il rifacimento della condotta della valle dei Giunchi, messo in sicurezza la diga, stiamo lavorando per il rinnovo di tutti i segmenti della depurazione per il riutilizzo delle acque reflue, abbiamo sistemato le strade, e messo in piedi il progetto per un grande polo culturale intorno a piazza Odeon, con la congiunzione tra biblioteca Francescana (finanziata), museo del Coros (finanziato) e un varco pedonale per il teatro Stiamo facendo, e continueremo a fare». Sui giovani poi: «Contesto la visione dei miei competitori, che parla di disagio, devianza, allarme sociale. Io non nascondo i problemi, anzi cerco di risolverli. Ad esempio con l’apertura di un centro polifunzionale per la formazione dei giovani ittiresi nell’ex mattatoio che faremo grazie a 2 milioni di fondi della presidenza del consiglio dei ministri sulle aree degradate, che Ittiri ha preso unico insieme a soli altri 4 Comuni dell’Isola. Però rimango convinto che la nostra gioventù sia un esempio, un fiore da coltivare, non un problema».
SIAMO ITTIRI. Otto uomini e otto donne anche nella lista che appoggia Manuela Soro al motto di #nessunosisentaescluso. «Abbiamo cercato di cambiare il paradigma di partenza – spiega – non siamo andati a caccia di candidati. Ma di problemi, e delle giuste soluzioni. Chi ci ha preceduto ha pensato solo alle opere pubbliche, che sono l’involucro di una città. Noi invece abbiamo posto l’accento su chi la abita. Mettendoci in ascolto. Pronti a dire le cose come stanno davvero, Ci è voluto coraggio, ma è la strada giusta da seguire».
Nessuna auto assoluzione insomma. «Il grande passato di Ittiri non è in discussione – continua Soro - come non lo sono le capacità dei suoi abitanti. È vero però che sui 12 comuni del Corso siamo quello che si spopola più rapidamente, siamo uno dei 4 paesi della provincia con più segnalazioni di reati alla Procura dei minori, i giovani che non studiano e non lavorano sono più che nel resto della regione, siamo entrati nel bando sulle periferie degradate del Ministero più che per meriti per i nostri indicatori disastrosi».
Le soluzioni? «Il nostro programma è frutto di un analisi approfondita dei tanti problemi che ci attanagliano da tempo. E delle risorse e strumenti necessari per risolverli, che abbiamo già individuato. È un programma ambizioso ma con i piedi piantati per terra. Tutto ruota intorno al concetto di comunità, occasione di sviluppo sociale ed economica. Comunità energetiche per promuovere un paese sostenibile, cooperative di comunità che ci permetteranno che siano i cittadini a gestire i luoghi, gli spazi ad essere motore di sviluppo».
«E poi il centro Aspal – continua – che nascerà a Ittiri, l’Eurodesk per i giovani, l’impegno di mettere in rete le ricchezze del paese per creare nuove opportunità per le nuove generazioni. Ma anche attenzione per gli anziani: è arrivato il momento di uscire dall’atrio comunale e avere di nuovo una sede. E poi ospedale, centro storico, educazione di strada con il gruppo Abele, sviluppo sostenibile con la gestione dei rifiuti, l’agricoltura periurbana e sociale».
«E chiaramente la cultura – chiude Soro – con un piano strategico per la promozione del territorio, un vero e proprio “city brand”. Il tutto con la voglia di guardare in faccia i problemi, e con umiltà, consapevolezza e determinazione, risolverli».
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