«Spazi culturali, abbassiamo le tariffe»
La mozione del Pd: «I prezzi decisi prima del Covid ora sono insostenibili»
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SASSARI. Rimodulare le tariffe per l'utilizzo degli spazi culturali, il cui aumento è stato deliberato il 28 febbraio, prima che esplodesse l’emergenza Covid. «Emergenza che a portato a pesanti misure di contenimento del virus, con una considerevole diminuzione dei posti a disposizione, e gli operatori stanno preferendo utilizzare altre strutture e altri spazi».
A sottolinearlo il gruppo consiliare del partito democratico, primo firmatario Giuseppe Mascia, che sul tema ha protocollato una mozione. «Come altri settori – spiegano i firmatari – l’ambito delle attività culturali continua a subire gli effetti legati all’emergenza covid-19. E, in ragione delle misure di prevenzione, la capienza di pubblico soprattutto negli spazi al chiuso è fortemente limitata, il che determina per gli operatori un forte ridimensionamento delle possibilità di sostenere le proprie produzioni per via degli elevati costi per le stesse. Peresempio, la capienza di Palazzo di Città è passata da 240 a 100 posti a disposizione. Al mancato guadagno potenziale per il numero di posti ridotti vi sono da aggiungere i costi di tutte le ineludibili certificazioni a carico del richiedente per potere usufruire degli spazi. Una soituazione che si protrarrà, con i costi elevati e i mancati guadagni potrebbero indurre gli operatori a favorire l’utilizzo di altri spazi rispetto a quelli messi a disposizione dal Comune. Per questo l’amministrazione dovrenne rimodulare, anche esclusivamente per il periodo legato all’emergenza Covid il piano delle tariffe di utilizzo degli spazi culturali per favorirne la richiesta e l’utilizzo».
A sottolinearlo il gruppo consiliare del partito democratico, primo firmatario Giuseppe Mascia, che sul tema ha protocollato una mozione. «Come altri settori – spiegano i firmatari – l’ambito delle attività culturali continua a subire gli effetti legati all’emergenza covid-19. E, in ragione delle misure di prevenzione, la capienza di pubblico soprattutto negli spazi al chiuso è fortemente limitata, il che determina per gli operatori un forte ridimensionamento delle possibilità di sostenere le proprie produzioni per via degli elevati costi per le stesse. Peresempio, la capienza di Palazzo di Città è passata da 240 a 100 posti a disposizione. Al mancato guadagno potenziale per il numero di posti ridotti vi sono da aggiungere i costi di tutte le ineludibili certificazioni a carico del richiedente per potere usufruire degli spazi. Una soituazione che si protrarrà, con i costi elevati e i mancati guadagni potrebbero indurre gli operatori a favorire l’utilizzo di altri spazi rispetto a quelli messi a disposizione dal Comune. Per questo l’amministrazione dovrenne rimodulare, anche esclusivamente per il periodo legato all’emergenza Covid il piano delle tariffe di utilizzo degli spazi culturali per favorirne la richiesta e l’utilizzo».
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