Porto Torres, minacciava la vicina di casa: non potrà più avvicinarla

Divieto imposto dal Gip nei confronti di una 50enne autrice delle molestie Vittima una donna che dopo l’ennesimo attacco si è rivolta ai carabinieri 

PORTO TORRES. Una cinquantenne di Porto Torres ha reso per lungo tempo la vita impossibile alla vicina di casa con insulti e parolacce di ogni genere che hanno costretto la vittima a ricorrere alle cure sanitarie. E il Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Sassari ha emesso un verdetto di divieto di avvicinamento per il comportamento deplorevole avuto proprio nei confronti della donna che abita nella casa vicina. Una storia che ha creato parecchi problemi alla vittima e che ha avuto il suo momento più forte quando la persecutrice ha mostrato la sua rabbia incontrollata invadendo la proprietà privata della vicina. E infatti entrata abusivamente all'interno del giardino della dirimpettaia e ha rotto tutti i vasi di fiori che la vittima curava amorevolmente ogni giorno. La situazione stava andando avanti con offese e minacce di ogni tipo da parte della condannata verso l'altra donna che abita nella casa a pochi metri dalla sua, ma la storia dei vasi rotti non era più tollerata e rischiava di finire in malo modo se non si trovava un rimedio efficace al problema. Dopo quel gesto assurdo e pericoloso, infatti, la donna che ha subito le ripetute violenze verbali si è recata subito alla caserma di via Antonelli per denunciare quanto stava subendo dalla donna che abitava accanto a lei. Ha raccontato il suo stato di angoscia per colpa della vicina, le sue offese a gran voce e l'intrusione della stessa nella sua proprietà privata per rompere le piante. I carabinieri della stazione hanno ascoltato attentamente la storia, verbalizzato la denuncia e avviato una attività investigativa in maniera discreta nel luogo dove risiedono le due donne. Durante gli appostamenti hanno visto più volte la cinquantenne mentre inveiva contro la vicina e dall'analisi complessiva della situazione sono riusciti a incastrare la cinquantenne. Un profilo considerato pericoloso nel rapporto con gli altri, che ha costretto la vittima sempre sulla difensiva pur non avendo alcuna colpa di quanto stava accadendo: Non poteva uscire fuori nel suo giardino, che subito appariva la cinquantenne a proferire il campionario più brutto di parolacce accompagnate da minacce. Nel rapporto dettagliato che i militari hanno poi inviato al Gip, è stata chiesta espressamente l'applicazione di misure coercitive di divieto di avvicinamento alla cinquantenne. Anche e soprattutto per tutelare la vittima di questa vicenda, che ha purtroppo subito un mutamento caratteriale ed è dovuta ricorrere al servizio sanitario perché era venuta meno la sua serenità e lo stato psicologico.

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