Lo inseguono nel traffico e in casa trovano la droga

Walter Pinna è stato notato dallo polizia locale mentre zigzagava per il centro  Pedinato e bloccato dagli agenti in borghese: nascondeva un chilo di marijuana

SASSARI. Gli uomini del nucleo investigativo in borghese della polizia locale lo hanno notato venerdì mattina mentre percorreva le vie del centro della città a zig zag, creando pericolo per gli altri automobilisti e per i pedoni.

Gli agenti hanno immediatamente iniziato a seguire quell’auto che continuava a sbandare e dalla targa sono risaliti in pochi secondi al nome del proprietario. Da un rapido controllo gli agenti del comando di via Carlo Felice hanno scoperto che alla guida si trovava Walter Pinna, sassarese di 45 anni, già noto alle forze dell’ordine. C’è voluto poco anche per rendersi conto che l’uomo - sconosciuto alla motorizzazione - non ha mai preso la patente, e al fatto che l’auto non fosse assicurata.

Dopo aver percorso alcuni vicoli, anche contro mano, del centro storico, gli agenti della polizia locale lo ha fermato in via Saffi. In auto l’uomo aveva alcune dosi di marijuana, così gli agenti del nucleo investigativo in borghese hanno deciso di estendere la perquisizione alla sua abitazione.

Con l’aiuto dell’unità cinofila e del fiuto del cane Thor, è stata perquisita la casa dell’uomo, dove è stato trovato più di un chilo della stessa sostanza stupefacente trovata dentro la macchina di Pinna.

A quel punto per il 45enne, che non ha opposto resistenza, è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri mattina, difeso dall’avvocato Vittorio Campus, Pinna è comparso in tribunale. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. L’uomo era già stato arrestato un anno fa sempre dalla polizia locale. In quell’occasione nel suo appartamento erano stati sequestrati 600 grammi di marijuana contenuta in alcune buste trasparenti. La sostanza era stata occultata in una cassettiera, nel doppio fondo di un cassetto realizzato artigianalmente per nascondere la droga.

Insieme a lui erano finite in manette altre due persone, ritenute con Pinna responsabili del traffico di marijuana tra i ragazzini alle fermate degli autobus di via Tavolara. Erano stati alcuni genitori, preoccupati per le prolungate assenze dei figli da scuola e per la frequentazione assidua dei giardini pubblici i primi a dare l’allarme.

C’era voluto un mese di appostamenti, di riprese filmate, di intercettazioni ambientali e di pedinamenti da parte degli agenti nel nucleo investigativo in borghese della polizia locale per stringere il cerchio e far scattare le manette nei confronti dei tre sassaresi che avevano scelto via Tavolara come quartier generale dello spaccio.

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