Nel paese del coltello si sfidano due agronomi
di Paoletta Farina
Pattada dovrà scegliere tra il sindaco uscente Angelo Sini e Renzo Canalis I due candidati puntano sullo sviluppo in un Comune che soffre lo spopolamento
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INVIATA A PATTADA. Coltelli, formaggi, torrone (di cui si vanta la primogenitura), la cinquecentesca chiesa di Santa Sabina. Sono i simboli dell’operosa Pattada, paese a vocazione agropastorale, ma anche di artigiani e imprenditori edili e che andrà al voto domenica e lunedì per eleggere sindaco e consiglio comunale con due sfidanti, entrambi agronomi. L’uscente Angelo Sini, che aspetta la riconferma, e Renzo Canalis, che spera nella elezione. Votazioni che quest’anno si tengono in un momento particolare per il paese, nello sgomento per la vicenda che ha coinvolto uno dei suoi figli illustri, il cardinale Angelo Becciu, privato del titolo da Papa Bergoglio per presunte appropriazioni di fondi del Vaticano, e al centro di un’inchiesta ricca di colpi di scena e toni da spy story.
È un sabato di ottobre ventoso e il sole spunta a tratti dalle nuvole illuminando le strette strade, i palazzi che ricordano la ricchezza del passato e il territorio generoso di bellezza che circonda il paese più montano della provincia di Sassari, a 1000 metri di altitudine.
Angelo Sini, 51 anni, a capo della lista civica “Pro sa idda” annuncia che, se sarà rieletto, «continuerò a lavorare perché siano rispettati i diritti ed assicurate uguali opportunità a tutti i cittadini di Pattada. In questi cinque anni di mandato ho puntato sul decoro e la pulizia del paese e sulla ricerca di finanziamenti per migliorare la qualità della vita e i servizi. Questo ha consentito di ottenere, con il bando Iscol@, un milione 800mila euro per le scuole, 400mila euro per la ristrutturazione del campo di calcio, la sistemazione del palazzetto dello sport, 400mila euro per la chiesa di Santa Sabina, 500mila per la messa i sicurezza del municipio, 900mila per la strada circumlacuale al Lerno. Ma non abbiamo fatto solo questo e altri sono i progetti che vorremmo attuare se ci verrà confermata la fiducia degli elettori. Ad esempio continuare a sfruttare al meglio il territorio di proprietà comunale per creare nuova ricchezza. Pattada non sente la disoccupazione, piuttosto c’è un problema di disoccupazione intellettuale: i giovani laureati sono costretti ad andare altrove, ma è un male che riguarda tutto il Paese. Piuttosto allarma noi, come altri centri dell’isola, lo spopolamento. Siamo sotto i tremila abitanti».
Renzo Canalis, 58 anni, è un imprenditore agricolo, oltre che dipendente Aras e dirigente regionale della Cia, la Confederazione regionale agricoltori. È stato consigliere comunale dal 1996 al 2000 e si presenta con la lista “Radici e futuro”. «Abbiamo un programma per lo sviluppo del paese che deve passare attraverso questi punti: ridare centralità all’istruzione; gestire e valorizzare il territorio urbano ed extra urbano attraverso la redazione del piano urbanistico comunale, perché il Comune è ancor fermo al vecchio piano di fabbricazione, incentivando la cura degli spazi verdi e incrementandoli; e poi rendere Pattada più accogliente per tutte le fasce d’età della popolazione stimolando la coesione sociale e la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, perché tutti si sentano importanti e attivi. Serve un dialogo con l’amministrazione. Infine migliorare i servizi, come la connessione in rete e i trasporti per un paese più moderno».
È un sabato di ottobre ventoso e il sole spunta a tratti dalle nuvole illuminando le strette strade, i palazzi che ricordano la ricchezza del passato e il territorio generoso di bellezza che circonda il paese più montano della provincia di Sassari, a 1000 metri di altitudine.
Angelo Sini, 51 anni, a capo della lista civica “Pro sa idda” annuncia che, se sarà rieletto, «continuerò a lavorare perché siano rispettati i diritti ed assicurate uguali opportunità a tutti i cittadini di Pattada. In questi cinque anni di mandato ho puntato sul decoro e la pulizia del paese e sulla ricerca di finanziamenti per migliorare la qualità della vita e i servizi. Questo ha consentito di ottenere, con il bando Iscol@, un milione 800mila euro per le scuole, 400mila euro per la ristrutturazione del campo di calcio, la sistemazione del palazzetto dello sport, 400mila euro per la chiesa di Santa Sabina, 500mila per la messa i sicurezza del municipio, 900mila per la strada circumlacuale al Lerno. Ma non abbiamo fatto solo questo e altri sono i progetti che vorremmo attuare se ci verrà confermata la fiducia degli elettori. Ad esempio continuare a sfruttare al meglio il territorio di proprietà comunale per creare nuova ricchezza. Pattada non sente la disoccupazione, piuttosto c’è un problema di disoccupazione intellettuale: i giovani laureati sono costretti ad andare altrove, ma è un male che riguarda tutto il Paese. Piuttosto allarma noi, come altri centri dell’isola, lo spopolamento. Siamo sotto i tremila abitanti».
Renzo Canalis, 58 anni, è un imprenditore agricolo, oltre che dipendente Aras e dirigente regionale della Cia, la Confederazione regionale agricoltori. È stato consigliere comunale dal 1996 al 2000 e si presenta con la lista “Radici e futuro”. «Abbiamo un programma per lo sviluppo del paese che deve passare attraverso questi punti: ridare centralità all’istruzione; gestire e valorizzare il territorio urbano ed extra urbano attraverso la redazione del piano urbanistico comunale, perché il Comune è ancor fermo al vecchio piano di fabbricazione, incentivando la cura degli spazi verdi e incrementandoli; e poi rendere Pattada più accogliente per tutte le fasce d’età della popolazione stimolando la coesione sociale e la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, perché tutti si sentano importanti e attivi. Serve un dialogo con l’amministrazione. Infine migliorare i servizi, come la connessione in rete e i trasporti per un paese più moderno».
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