Policlinico: «Sì ai Covid ma anche alle visite»

Nicola Petruzzi: «Non possiamo interrompere prestazioni indispensabili» La Cgil Fp: «L’Aou trovi altre soluzioni». La Cisl Fp: «La Regione ne tenga conto»

SASSARI. «Entro la fine del mese siamo pronti ad accogliere altri otto pazienti Covid, ma nel frattempo continueremo a svolgere tutta l’attività chirurgica, ambulatoriale e di diagnostica strumentale: non ci si può imporre di non dare assistenza anche agli altri malati e non possiamo diventare un ospedale esclusivamente destinato alla pandemia». Sono ferme le parole di Nicola Petruzzi, l’imprenditore della sanità alla guida del Policlinico Sassarese.

Le pronuncia al telefono, ma sono le stesse che ha detto ai sindacati ieri mattina. Nel corso dell’incontro che Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl gli avevano richiesto preoccupati per l’evolversi dei contagi e per la situazione generale della sanità sassarese dopo la notizia che la Regione il presidio ospedaliero di viale Italia , considerata la curva dei contagi in crescita, avrebbe dovuto sospendere le altre attività e attivare ulteriori posti letto Covid. Che già attualmente sono sei e nel giro di una settimana potrebbero diventare quattordici, «ma poi aspettiamo l’evolversi della situazione», afferma Petruzzi. In ogni caso il Policlinico è in grado di attivare fino a 25 posti letto Covid, e in brevissimo tempo, se sarà necessario.

Con i sindacati «totale sintonia», dice il proprietario della Labor Spa. Perché entrambe le parti hanno convenuto che l’ospedale privato deve continuare ad erogare le prestazioni di chirurgia generale, oculistica e ortopedica, le ambulatoriali e quelle di diagnostica strumentale, con la radiologia che la società ha proprio di recente potenziato.

«Abbiamo posto a Petruzzi la necessità di continuare a garantire le cure primarie – afferma Paolo Dettori, segretario generale della Cgil Fp –. In un momento in cui l’assistenza per gli altri malati è messa in crisi dall’emergenza sanitaria non si può far mancare un presidio che assolve a questo compito dando risposte ai cittadini. A mio parere possono essere trovate altre soluzioni per ospitare i pazienti Covid e devono essere ricercate nelle strutture a disposizione dell’Azienda ospedaliera universitari. Ad esempio, perché non utilizzare quelle dei reparti “doppi”? Penso all’ortopedia universitaria. O ancora, nel palazzo Clemente ci sono due piani che potrebbero essere organizzati per questo scopo».

«In un momento di grande incertezza come quello che stiamo vivendo nella sanità e con i livelli di assistenza che non riescono a coprire le esigenze degli altri malati non si può fare una scelta che privi questi ultimi di prestazioni – ribadisce Armando Ruzzetto segretario Cisl per la funzione pubblica –. La decisione della Regione non ha tenuto conto evidentemente di queste esigenze, essendo mancata la consultazione diretta con il Policlinico prima di prendere un provvedimento che impedirebbe le normali prestazioni assistenziali. Non si può decidere in casa d’altri».

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