Mores, attacco alla giunta: «Inadeguati e litigiosi»

L’opposizione: lungo elenco di incompiute tra strade, servizi, progetti di sviluppo Durissima critica a un anno dalla fine del mandato: qui serve una buona politica

MORES. Un’amministrazione «inconcludente, inadeguata e litigiosa» che chiude un ciclo di quindici anni nel quale «non c’è un indicatore che non sia peggiorato». Sono parole dei consiglieri di minoranza del Comune di Mores Luigi Pinna, Claudia Pischedda, Massimo Salis e Domenico Serra, che analizzando i “numeri” della giunta che governa il paese emettono una durissima sentenza. Si comincia dall’ultimo periodo, l’emergenza sanitaria, quando «non è stato fatto assolutamente niente, malgrado la richiesta di un consiglio comunale ad hoc» di fronte alla necessità di «tutelare e sostenere le attività economiche locali con misure urgenti, attraverso l’erogazione di un significativo contributo di solidarietà a integrazione degli aiuti decretati dal Governo e dalla Regione» e, ultimo ma non ultimo, mancano all’appello i tablet per gli studenti il cui acquisto era stato «strombazzato» dal primo cittadino ma dei quali non vi è traccia.

Nell’elenco del “non fatto” l’opposizione torna anche molto più indietro, alle «strade rurali ancora oggi non adeguatamente ristrutturate», alle pessime condizioni «degli edifici di culto (Santa Lucia e San Giovanni su tutti) e delle emergenze archeologiche», alla «gravissima situazione dei servizi primari ed essenziali del Comune, dove gli uffici non hanno personale che garantisca le prestazioni basilari», al mancato recupero «di strutture pubbliche vandalizzate, quali il palazzetto dello sport, ex maternità, il centro sociale di via Mercato, la biblioteca e la scuola media di via Milano, che poteva essere riconvertita in ricovero per anziani».

Mores è «fuori da ogni classifica dei bandi regionali, come Sport missione comune e Comune in pista presso l’istituto per il credito sportivo, che avrebbe aumentato il plafond per gli interventi di impiantistica sportiva». Sono al palo «gli interventi di efficientamento energetico, illuminazione pubblica, risparmio energetico negli edifici pubblici e installazione di impianti per produzione di energia da fonti rinnovabili», infine mancano «progetti di sviluppo territoriale sostenibile e interventi di adeguamento e messa in sicurezza di scuole ed edifici comunali».

Di fronte a questo panorama, la minoranza non esita a parlare di «clamoroso fallimento», e di una maggioranza che si fa notare solo per l’ultima «indecorosa diatriba interna (dopo le dimissioni polemiche dell’assessora Sassu, ndc) che assomiglia allo scoppio di mille petardi dentro un cassonetto di rifiuti».

«Il paese ha bisogno di buona politica», conclude l’opposizione. E queste parole, a un anno dalle elezioni comunali, suonano più che mai come una sfida.

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