Sassari, si ribella al branco e rischia il linciaggio davanti a casa

L'aggressione al residente di via Antonio Scano

Un ragazzo ha urinato sul portone, lui lo affronta e in 20 lo riempiono di botte

SASSARI. In venti lo hanno circondato sulla soglia di casa e prima che il suono delle sirene sempre più vicino li disperdesse tra i vicoli bui della città vecchia, lo hanno riempito di botte. Calci, pugni e minacce di morte per fargli pagare un rimprovero fatto a uno di loro, sorpreso poco prima a urinare sul suo portone. Esasperato dopo mesi di insulti, minacce, scritte sui muri di casa e il suo zerbino trasformato in un water a cielo aperto, un 33enne residente in via Antonio Scano, quasi all'angolo con via al Carmine, neanche a minuto da largo Cavallotti, sabato sera ha reagito. Era l'ora di cena e nei ristoranti della vicinissima via Usai qualcuno si stava sedendo a tavola. In piazza Castello la gelateria e la pizzeria avevano ancora le insegne illuminate, ma a pochi passi da lì, nella penombra di via Scano stava per consumarsi il secondo raid in una settimana, dopo l'aggressione del sabato precedente ai danni del commerciante bengalese che aveva negato l'alcol a una ragazzina. Con violenza il 33enne ha allontanato chi invece di scusarsi e andare via imbarazzato, dopo aver fatto pipì davanti alla sua porta di casa lo ha affrontato a muso duro.

Sassari, rischia il linciaggio davanti a casa: pestato selvaggiamente per un rimprovero

Uno sgarro che per la legge del branco non avrebbe dovuto permettersi. In pochi secondi - con un passaparola veloce quanto un messaggio su whatsapp - la via si è riempita di ragazzini e ragazzine tra i 15 e 18 anni con la bava alla bocca e la mascherina sotto il mento. Una vera baby gang pronta a ristabilire la legge della contea, quella dell'arroganza e della violenza. Da piazza Castello e dalla vicina piazzetta di via al Carmine a gruppetti di sei o sette si sono spostati verso via Antonio Scano per dare una lezione a chi aveva osato ribellarsi. Invece di chiudersi in casa il 33enne è rimasto davanti al portone della sua abitazione e per una quindicina di minuti ha affrontato da solo il branco che ha più riprese gli si è scagliato contro. Sulla scena a un certo punto è comparsa la mamma di uno dei ragazzini, accorsa con una cinghia in mano a dare man forte al figlio. La donna, arrivata da un circolo della zona, ha colpito il 33enne alla testa, prima che un altro adulto precipitatosi in via Scano a bordo di una Clio non riuscisse a convincerla ad allontanarsi. Nel mentre dalle finestre della via la scena è stata ripresa con i telefonini. Diversi residenti hanno chiamato le forze dell'ordine. A pochi passi dalla furia della baby gang si è trovato anche un sacerdote che conosce molto bene il mondo giovanile e che ha provato a convincere i ragazzi a interrompere la violenza. Neanche lui è stato ascoltato. Solo il suono delle sirene dei carabinieri e della polizia ha riportato la calma. Mentre la baby gang si allontanava, il ferito è stato soccorso da un'ambulanza del 118 e le forze dell'ordine hanno iniziato a raccogliere le testimonianze di residenti esasperati. «È così ogni fine settimana - hanno detto - non viviamo più». Le immagini di alcune telecamere presenti nella zona e le riprese fatte dai cittadini della via potrebbero portare in tempi brevi all'identificazione del branco. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes