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Sassari

«Accuse a Peru basate su panzane»

«Accuse a Peru basate su panzane»

Caso Alzheimer, la difesa del consigliere regionale: contestazioni senza riscontri

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SASSARI. Sarebbero state le innumerevoli «panzane» raccontate da Davide Casu – secondo l’avvocato difensore Luigi Esposito – ad aver fatto finire «ingiustamente» a processo, insieme ad altri 20 imputati, il suo assistito Antonello Peru, oggi consigliere regionale e all’epoca vice presidente del consiglio regionale. Un processo nel quale, a detta di Esposito, non solo «mancano i riscontri ma ce ne sono, anzi, negativi».

Casu, ex amico e collaboratore del neurologo Giuseppe Dore (principale imputato nel processo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, maltrattamenti, lesioni, sequestro di persona e abuso d’ufficio) con il suo racconto squarciò il velo sui presunti orrori del «metodo Dore», la meglio nota Psiconeuroanalisi per la cura, senza farmaci, dell’Alzheimer e altre demenze.

Antonello Peru, per il quale il procuratore Gianni Caria ha chiesto la condanna a due anni di reclusione, deve rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e di abuso d’ufficio. È infatti accusato di presunte ingerenze “politiche” per ottenere la concessione di alcuni locali dell’ospedale Alivesi di Ittiri a favore dell’Aion, l’associazione costituita per supportare i familiari dei malati di Alzheimer in cura da Dore. E lo stesso reato – abuso d’ufficio – è stato contestato all’allora direttore generale dell’Asl Marcello Giannico (difeso da Massimiliano Ravenna) che firmò la delibera per la concessione dei locali e al direttore sanitario Nicolò Licheri (assistito dall’avvocato Giommaria Uggias) cui venne inoltrata la richiesta. Per entrambi il pm ha chiesto un anno e tre mesi.

«Peru è stato accusato di aver dato il suo contributo nel disbrigo di pratiche amministrative – ha ricordato l’avvocato Esposito nella discussione – beneficiando delle sue conoscenze con Giannico e Temussi per la definizione della stipula della convenzione, favorendo la delibera per avvantaggiare l’Aion. La verità è che queste sono solo congetture, perché non ci fu alcun intervento di Peru per fare in modo che quell’associazione seguisse una corsia preferenziale. Considerato che tempi e modalità per l’iscrizione sul Buras e all’Agenzia delle entrate sono stabiliti dalla legge. Casu parlò di un paio di giorni, ne passarono più di 60... Ennesima panzana per acquisire credibilità nel modo più ignobile possibile, ossia mettendo in mezzo una persona che niente ha a che fare con tutta questa vicenda». A detta del difensore «l’unico appunto che si può muovere a Peru è di aver fatto una telefonata all’architetto Canu per sapere a che punto fosse la pratica (per la concessione dei locali dell’Alivesi ndc). L’architetto rispose che era quasi definita. Peru chiese solo un’informazione, non fece pressioni, non sollecitò. E se anche lo avesse fatto era comunque un sacrosanto diritto quello di chiedere conto del ritardo, considerato che erano abbondantemente trascorsi i tempi previsti». Nessuna partecipazione nemmeno nell’associazione finalizzata alla truffa, tra l’altro reato prescritto, così come l’abuso d’ufficio. «Auspico in ogni caso una pronuncia nel merito – ha concluso Esposito – perché c’è la prova evidente dell’insussistenza del fatto e a Peru bisogna restituire la dignità che merita». A chiedere l’assoluzione sono stati anche gli avvocati di Giannico e Licheri che hanno parlato di «deserto probatorio» e di «mere congetture». «Giannico pose una condizione: che quella concessione non ostacolasse l’attività assistenziale. E fu rispettata. Tanto meno ci fu alcun vantaggio patrimoniale». (na.co.)

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