caduto sul marciapiede distrutto
«Conosceva bene quella buca» fa causa ma il giudice gli dà torto
SASSARI. Quelle buche sul marciapiede, quei dislivelli tra le mattonelle distrutte e mai sostituite, che alla prima pioggia diventato fastidiose pozzanghere, e quei lastroni deteriorati dal tempo,...
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SASSARI. Quelle buche sul marciapiede, quei dislivelli tra le mattonelle distrutte e mai sostituite, che alla prima pioggia diventato fastidiose pozzanghere, e quei lastroni deteriorati dal tempo, Franco Scanu li conosceva bene e per questo per la legge non ha nessun diritto di chiedere al Comune il risarcimento danni per la caduta che tre anni fa gli era costata la distorsione di una caviglia e di un ginocchio e la ferita della mano destra.
Lo ha stabilito il giudice di pace Barbara Cossu, respingendo la richiesta del carrozziere di 72 anni, che a gennaio del 2017 era caduto rovinosamente al suolo proprio davanti alla sua officina di via Catalocchino, quasi all’angolo con viale Dante.
Per il tribunale di Sassari la conoscenza di quel marciapiede che ancora oggi sembra bombardato e continua a rappresentare un’insidia per gli anziani, non dà nessun diritto a un uomo che all’epoca della caduta aveva 69 anni di chiedere quanto meno al Comune le spese sostenute per la riabilitazione. Non basta, il giudice lo ha condannato anche a sborsare 488 euro, la parcella del perito nominato per accertare come fossero effettivamente andati i fatti.
«Oltre al danno la beffa – commenta amaramente Franco Scanu – ma la cosa più assurda è che questo marciapiede sia ancora in queste condizioni vergognose. Credo che sia così da una quindicina d’anni – prosegue il carrozziere – ma nessuna delle ultime amministrazioni ha mai pensato di aggiustarlo. La cosa incredibile – prosegue – è che qualche anno fa sono state sostituite le mattonelle dall’altra parte della strada. Ci siamo illusi che aggiustassero anche questo marciapiede e invece finito il lavoro gli operai sono spariti e non li abbiamo più visti. È vero che conosco bene le condizioni disastrose del marciapiede – conclude Scanu, che presenterà ricorso in appello con l’avvocato Pierluigi Olivieri – ma quando sono caduto era buio e sono finito dentro una buca senza rendermene conto». (l.f.)
Lo ha stabilito il giudice di pace Barbara Cossu, respingendo la richiesta del carrozziere di 72 anni, che a gennaio del 2017 era caduto rovinosamente al suolo proprio davanti alla sua officina di via Catalocchino, quasi all’angolo con viale Dante.
Per il tribunale di Sassari la conoscenza di quel marciapiede che ancora oggi sembra bombardato e continua a rappresentare un’insidia per gli anziani, non dà nessun diritto a un uomo che all’epoca della caduta aveva 69 anni di chiedere quanto meno al Comune le spese sostenute per la riabilitazione. Non basta, il giudice lo ha condannato anche a sborsare 488 euro, la parcella del perito nominato per accertare come fossero effettivamente andati i fatti.
«Oltre al danno la beffa – commenta amaramente Franco Scanu – ma la cosa più assurda è che questo marciapiede sia ancora in queste condizioni vergognose. Credo che sia così da una quindicina d’anni – prosegue il carrozziere – ma nessuna delle ultime amministrazioni ha mai pensato di aggiustarlo. La cosa incredibile – prosegue – è che qualche anno fa sono state sostituite le mattonelle dall’altra parte della strada. Ci siamo illusi che aggiustassero anche questo marciapiede e invece finito il lavoro gli operai sono spariti e non li abbiamo più visti. È vero che conosco bene le condizioni disastrose del marciapiede – conclude Scanu, che presenterà ricorso in appello con l’avvocato Pierluigi Olivieri – ma quando sono caduto era buio e sono finito dentro una buca senza rendermene conto». (l.f.)
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